segreteria@hcvfilatoio2440.it

News

The End (come volevasi dimostrare)

I play-off sono sospesi, tutti a casa, nessun titolo assegnato.

In matematica al termine della dimostrazione di un terorema è d’uopo porre l’acronimo c.v.d., che sta per “come volevasi dimostrare”, a conferma della fine di un ragionamento deduttivo.

Essendo – a differenza di altre discipline sportive – le società hockeistiche e la stessa Federazione ubicate all’interno di aree geografiche che da oramai 20 giorni erano sottoposte a provvedimenti di giorno in giorno più restrittivi fino a essere diventate nel frattempo talune persino “zona rossa”, non c’era da essere così lungimiranti nell’immaginare questo finale di stagione.

Ecco perchè fin dal primo momento in cui a seguito del decreto ministeriale ci è stato comunicato dalla Fisg che i play-off si sarebbero dovuti svolgere ugualmente a porte chiuse, abbiamo inutilmente tentato di evidenziare la illogicità del provvedimento, che avrebbe messo inutilmente a repentaglio la salute degli atleti, dei tecnici e degli accompagnatori, contribuendo nel contempo a incrementare il grave danno economico che le stesse società avrebbero avuto, sapendo tutti che tanto la situazione di emergenza si stava aggravando e non certo risolvendo. Bastava aprire un qualsiasi giornale o guardare un qualsiasi telegiornale.

Oggi, a pochi giorni di distanza dalle nostre riflessioni che avevamo pubblicamente condiviso, oltre all’enorme rammarico e amarezza di aver dovuto fin qui condurre una meravigliosa stagione sportiva che ora non avrà una conclusione agonistica – fatto inconcepibile per la mentalità di qualsiasi atleta che si impegna duramente tutto l’anno con sacrifici di ogni genere per cercare di raggiungere il migliore risultato possibile – ci troviamo invece a leccarci le ferite con la responsabilità di aver fatto correre il rischio ai nostri atleti di attraversare zone a rischio per andare a disputare due gravose trasferte a Bressanone che hanno prodotto ulteriori costi assolutamente inutili.

Trasferte inframezzate da una gara casalinga a porte chiuse disputata contro il parere ufficiale scritto del medico dell’evento.

Qualche minuto fa – dopo che a parte il calcio tutti gli altri sport di squadra di vertice si erano nel frattempo fermati, compresa pure la Alps Hockey League, dopo che il Presidente del Coni Malagò aveva espresso delle inequivocabili dichiarazioni pubbliche convocando tutti i Presidenti di Federazione, finalmente è arrivata la comunicazione della sospensione della IHL, che purtroppo non è temporanea, ma definitiva.

Sarebbe stato bello pensare di poterla riprendere più avanti, ma indubbiamente le problematiche legate alla disponibilità degli impianti, degli atleti sotto contratto che avrebbero dovuto continuare ad allenarsi senza impegni agonistici e soprattutto senza alcuna previsione di quando si potrà immaginare di essere usciti da un’emergenza di tale gravità da far passare in secondo piano qualsiasi altro interesse, a maggior ragione quelli sportivi, hanno indotto a uno stop definitivo.

Il primo pensiero a questo punto è l’ennesimo ringraziamento a un gruppo, guidato dal lavoro non solo sul ghiaccio, di Alex Silva e Marco Pozzi, che alla prima stagione in IHL chiude una meravigliosa stagione sportiva in vantaggio nella serie dei quarti di finale dei play-off, dopo aver ottenuto anche la qualificazione alla Final Four di Coppa Italia. Un gruppo che ha raggiunto questi brillanti risultati dopo aver vissuto invece una stagione così travagliata da fatti ed eventi talmente inimmaginabili a inizio stagione che possiamo dire sia mancata solo l’invasione delle cavallette fra le piaghe della Valpeagle. E da cui ne sono usciti forgiati da una RESILIENZA che la nostra stessa Mental Coach Gladys Bounous, a cui va un GRAZIE SPECIALE, ha giudicato davvero straordinaria.

Il secondo ringraziamento va a tutti coloro, soci e/o appassionati, che hanno continuato a seguirci con affetto, vicinanza e passione, condividendo l’idea di andare tutti nella stessa direzione. Le testimonianze di questi ultimi giorni dove alcuni tifosi hanno espressamente dichiarato di voler rinunciare al rimborso del biglietto della partita di play-off poi giocata a porte chiuse e tanti altri hanno voluto “acquistare” il biglietto di una partita trasmessa in streaming su Facebook e teoricamente gratuita sono la dimostrazione concreta di quel radicamento davvero unico che c’è intorno a Casa Valpe e che la rendono così speciale a prescindere da chi se ne occupa.

Il terzo ringraziamento va alle tante piccole e grandi attività del territorio pinerolese che in varie forme hanno contribuito a supportare il nostro progetto con contributi economici che prima ancora di avere valenza commerciale e di immagine sono stati atti di fede.

Il quarto ringraziamento va alla Valpellice Bulldogs con cui abbiamo condiviso concretamente il progetto sportivo: oltre a Andrea Gay, Filippo Salvai e Andrea Basraoui aggregati in pianta stabile alla prima squadra, sono stati ben otto i giovanissimi Bocia M’Pestà ad aver esordito in IHL con la Valpeagle

Il quinto ringraziamento va alle Istituzioni locali, in primis il Sindaco di Torre Pellice, Marco Cogno, che pur nel rispetto dei ruoli e dei doveri che la carica gli impone, non ci hai mai lasciati soli nel corso di una stagione così complicata.

Che se oggi si chiude sportivamente, da domani deve continuare su tavoli persino più complessi della superficie ghiacciata. E’ innegabile che l’attualità fatta di emergenza sanitaria non può porre nè l’hockey nè lo sport in generale in cima ai problemi da risolvere da parte delle Amministrazioni e delle Istituzioni.

E’ altrettanto sotto gli occhi di tutti che i danni collaterali di cui ha risentito, sta risentendo e risentirà il movimento del ghiaccio del territorio, ben superiori a qualsiasi altro settore sportivo che non ha costi di gestione delle strutture così elevati, non dovranno finire nel dimenticatoio: l’impatto economico del Coronavirus sui gestori degli impianti e sulle associazioni e le società sportive che li utilizzano è al momento pesantissimo. E’ indispensabile che venga aperto un tavolo di confronto che coinvolga i sindaci di Pinerolo e Torre Pellice, l’Assessore allo Sport della Città di Torino, i gestori degli impianti, le società sportive e la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio per consentire la sopravvivenza futura delle attività, onde evitare che alla prossima stagione il Piemonte si presenti ai nastri di partenza dimezzato sia nella sua offerta di avviamento alla pratica, sia in quella agonistica giovanile e di vertice