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No alla IHL, una scelta sofferta per la VALPEAGLE

Spesso bisogna fare un passo indietro per farne due in avanti”.

In extrema ratio così si può riassumere la delibera adottata dall’assemblea dei soci che ha scelto di non prendere parte al prossimo campionato di IHL alla luce delle troppe incognite che ancora ci sono davanti.

Una decisione sofferta e difficile, arrivata dopo un lungo, sincero e profondo dibattito fra i soci, che prima ancora che tifosi hanno voluto essere razionali analisti di uno scenario che presenta troppe variabili di rischio.

Per poter mantenere il diritto sportivo a prendere parte al prossimo campionato di IHL la Fisg aveva sancito che tutte le squadre avrebbero dovuto confermare o meno l’iscrizione entro il 22 settembre. Eventuali rinunce successive, a stagione in corso avrebbero comportato la perdita della categoria e una pesante sanzione economica.

La Coop Hcv Filatoio 2440 ha ritenuto in primis di dover salvaguardare il lavoro di questi tre anni e il patrimonio costituito dai propri atleti, che sarebbe stato invece messo a rischio da una stagione dove non ci sono elementi di certezza sui fronti principali.

Al momento non vi è infatti alcuna certezza sulla possibilità che la Valpeagle potrà ottenere dai vari decreti l’autorizzazione a giocare le proprie gare a porte aperte con una capienza di spettatori sufficiente a generare introiti tali da garantire la copertura dei costi economici della stagione (attrezzature, trasferte e ore ghiaccio).

Anzi, poche ore prima dell’assemblea il gestore dello stadio aveva comunicato che laddove fossero rimaste in vigore le disposizioni sul distanziamento, anche in caso di dpcm favorevole alla riapertura al pubblico degli impianti sportivi, la capienza massima del palaghiaccio di Torre Pellice sarebbe stata di 470 posti, curve e posti in piedi compresi, capienza che l’assemblea ha ritenuto non essere sufficiente a fronte anche dei costi aggiuntivi che si sarebbero dovuti sostenere per attuare tutte le richieste previste dalle ordinanze (Covid Manager, steward, gestione automatizzata della vendita dei biglietti, triage, etc.).

L’assenza cronica di un sistema imprenditoriale di territorio disponibile a sostenere economicamente il progetto si è ovviamente amplificata nel momento in cui la previsione di incasso dai biglietti non è più sufficiente a coprire il budget.

Aldilà dell’aspetto economico, di non secondaria importanza è stata anche la valutazione dei rischi legati alle procedure e alle linee guida da adottare in tema Covid 19, sia per quanto riguarda le responsabilità giuridiche, sia in relazione alla concreta possibilità di essere costretti dalle circostanze a interrompere l’attività a stagione in corso e quindi a perdere il titolo sportivo acquisito.

Infine sicuramente ha inciso sul pensiero dei presenti anche la constatazione di un’adesione a questo progetto sportivo di un numero di atleti oggettivamente esiguo per sostenere una stagione lunga e complicata come quella che si preannuncia. L’ennesima ulteriore variabile non direttamente controllabile dall’assemblea che ha portato i soci a non voler correre il rischio di gettare il cuore oltre l’ostacolo senza garanzia alcuna di non fare invece affondare un progetto creato tre anni fra mille fatiche e vicissitudini.

Un anno sabbatico determinato da una decisione presa sicuramente a malincuore da tutti i soci presenti, che lascerà sicuramente tanta amarezza anche fra i tifosi che aspettavano impazienti l’inizio della stagione.

Come sempre sarà il tempo il sommo giudice che darà una sentenza sulla bontà o meno di una decisione comunque sofferta