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La risposta della Valpeagle arriva dal ghiaccio

L’hockey è uno sport che si pratica su una superficie ghiacciata ed è lì che amiamo confrontarci.

Si vince, si perde, si prende qualche colpo, qualcun altro si dà. Poi finisce la partita e si stringe la mano agli avversari, si fanno i complimenti se sono stati più bravi di noi e se non fosse che le distanze sono lunghe e il tempo è tiranno, magari ci scapperebbe anche una birra tutti insieme per il quarto tempo, anzichè fugaci pizze mangiate negli spogliatoi prima di risalire sul pullman per fare notte ritornando verso casa.

L’hockey non si gioca con le carte bollate e i provvedimenti a tavolino che vorrebbero ribaltare i valori espressi dal campo attraverso sentenze costruite ad hoc con due mesi di oscure trame intessute nell’inutile tentativo di arrestare la ripartenza dell’hockey giocato in Val Pellice.

Crediamo di averlo dimostrato ieri sera e quindi nuovamente vogliamo “ringraziare” coloro che con le loro oscure manovre ce ne hanno dato l’opportunità, perchè senza la loro azione non si sarebbe potuta scrivere una così bella pagina di sport per il territorio pinerolese, in quella che verrà ricordata come la serata perfetta.

E questo va aldilà del roboante risultato di 11 a 0 con il quale la VALPEAGLE ha risposto sul ghiaccio al fatto di doversi confrontare contro la seconda del girone Est, il Pieve di Cadore, anzichè contro la quarta, come avrebbe meritato di fare per i risultati ottenuti in Regular Season.

Perchè uno stadio ribollente di 1200 spettatori paganti in una gara di IHL Division 1 l’hockey italiano se lo può scordare in qualsiasi altra piazza e se quindi si vuole far crescere questo sport non solo a parole, ma anche coi fatti, è bene che sia chiaro a tutti il valore aggiunto che può dare la Val Pellice al movimento intero, aldilà del fastidio per qualche squadra di dover affrontare una trasferta un po’ più lunga delle altre.

Il primo GRAZIE va quindi al nostro pubblico per come ha risposto PRESENTE alla chiamata alle armi. Uno stadio con 1200 persone che fanno risuonare alto il coro “Valpe, Valpe” non può non fare venire la pelle d’oca a chi in questi mesi si è prestato affinchè ciò potesse riaccadere. Il fatto poi che c’erano anche tanti volti nuovi sugli spalti ad emozionarsi ed appassionarsi per uno sport che non avevano mai visto dal vivo lascia ben sperare per il futuro perchè è garanzia di quel ricambio fisiologico indispensabile affinchè si respiri aria fresca nel palazzetto.

Il secondo GRAZIE va ai nostri ragazzi per come hanno risposto PRESENTE alla chiamata alle armi. Una squadra che reagisce con una prova corale magistrale, senza una sola sbavatura, senza rabbia, senza demotivazioni, ma con la migliore partita stagionale, con una determinazione e una carica agonistica perfette, ineccepibile anche tatticamente nella gestione della partita, non può non lasciare soddisfatti tutti, staff dirigenziale e tifosi, perchè è la riprova della bontà del cammino iniziato.

Un cammino lungo, che nel breve sarà fatto di altre sfide decisive, a cominciare dalla trasferta di sabato a Pieve da affrontare con la dovuta prudenza per potersi guadagnare il meritato approdo alle semifinali. Soddisfatti certamente sì, appagati assolutamente no.

Troppa è la voglia di rivivere ancora almeno un paio di altre serate così al Pala Cotta da qui a fine marzo.

Un cammino che nel medio e lungo termine trova la serenità in tutti quei ragazzini con le loro belle divise nere che dagli spalti hanno tifato con la consapevolezza di sapere che potranno avere un giorno l’opportunità di essere sul ghiaccio al posto dei loro attuali beniamini. Perchè un settore giovanile senza una prima squadra di riferimento – come era successo nelle ultime stagioni – è come una ciambella senza buco.

Un’unica nota stonata, se proprio si vuol cercare il pelo nell’uovo: l’assenza in tribuna di rappresentanti federali locali a portare la loro testimonianza di sostegno all’unica squadra piemontese impegnata in casa nel primo turno dei playoff. Ce ne faremo una ragione in attesa che arrivi aria fresca anche in quell’ambiente

Tornando invece alle carte bollate, se saremo costretti allestiremo un roster anche di avvocati e non solo di giocatori, per rispondere alle varie istanze di tutti coloro che sapendo di non essere all’altezza di affrontarci sul ghiaccio, provano a farlo per altre vie.