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LIBERO E’ BELLO

E’ la notizia che aspettavamo con ansia da quel maledetto 6 aprile, finalmente la possiamo rendere pubblica.

Foto Archivio L’Eco del Chisone

Il nostro Presidente Fabrizio Gatti è in libertà da oggi pomeriggio. Secondo quanto riportato dal quotidiano on line Lo Spiffero il Gip Rosanna La Rosa ha accolto la richiesta presentata dagli avvocati Luigi Chiappero e Luigi Giuliano che chiedevano la fine delle misure cautelari nei suoi confronti, dopo che anche la procura aveva espresso parere favorevole.

Ogni giorno abbiamo pensato a quanto deve essere stato difficile per lui vivere questa esperienza sotto l’aspetto umano, la cosa più bella è dunque poter scrivere la parola LIBERTA’.

Le indagini – che ripetiamo fino alla noia – riguardavano vicende personali non legate alla Cooperativa HCV Filatoio 2440 sono in dirittura d’arrivo e tutti auguriamo ora a Fabrizio di poter continuare a difendersi con serenità, dignità e coraggio come ha fatto finora, al fine di chiarire la sua posizione e far emergere la verità su quanto accaduto.

Nel frattempo però possiamo finalmente “distrarlo” e rompergli le scatole con l’hockey su ghiaccio: deve recuperare tre mesi, c’è una stagione in costruzione a cui stavamo lavorando con un velo di malinconia non potendo contare sul suo supporto, sul suo apporto e sulle sue indiscutibili capacità manageriali che nessuno di noi aveva, ora finalmente tocca di nuovo a lui.

Il primo passo sarà l’assemblea dei soci che convocheremo immediatamente, non appena gli adempimenti burocratici lo consentiranno. Ecco perchè stavamo tergiversando sulla data in queste settimane, nella fiduciosa attesa di averlo con noi.

State sintonizzati, la VALPEAGLE è pronta a spiccare un nuovo volo, le novità ora arriveranno con molta più frequenza!

 

 

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Al lavoro: Marco Pozzi Direttore Sportivo (anche)

Un’occasione persa.

Sicuramente per la Valpeagle, “costretta” a un’unica scelta, se si vuole proseguire con l’attività agonistica e cioè l’iscrizione al campionato di IHL1.

Forse anche per il movimento hockeistico che ha preferito avere sole 10 squadre iscritte al prossimo campionato di IHL.

Chiariamo: la Valpeagle ha peccato d’inesperienza e ha lasciato sul ghiaccio il titolo sportivo per la promozione in IHL al Bressanone (inutile ricordare come) e questa ormai è storia vecchia e risaputa.

La storia più recente, anch’essa già scritta dai media, è stata invece il vano tentativo di far comprendere ai vertici federali che quel secondo posto conquistato sul campo in realtà costituiva un lasciapassare sportivo per salire di categoria sia alla luce di documenti di programmazione poi disattesi, sia ancor di più a seguito della rinuncia di ben tre squadre (Milano passato in Alps e Chiavenna e Feltre scese in IHL1) aventi diritto a partecipare alla IHL.

Ora, in un qualunque sport di quelli affiliati al Coni, il numero delle squadre partecipanti ai vari campionati è regolamentato e non varia di anno in anno e quindi qualunque federazione avrebbe provveduto a ripescare la seconda, poi la terza e così via fino al raggiungimento del numero di iscrizioni previste.

Non così nell’hockey dove invece il numero di partecipanti a un campionato è variabile a seconda degli umori, basti pensare che la serie B nelle ultime stagioni ha visto partecipare 16, 13, 12 e ora 10 squadre.

Con questo modello diventa quindi naturale che la Federazione abbia risposto che per questioni di principio e di rispetto delle regole, su richiesta delle società iscritte alla IHL, la nostra richiesta di ammissione alla IHL non potesse essere accettata.

I soci della Cooperativa nella prossima Assemblea che sarà convocata intorno a metà luglio dovranno quindi scegliere se approvare il progetto sportivo che prevede la partecipazione al campionato di IHL1, per la quale si è già provveduto all’iscrizione dovendo comunque rispettare i termini oppure se rinunciare all’attività agonistica.

Scelta non necessariamente obbligata quindi.

Il campionato si svolgerà con la medesima formula della passata stagione: nella riunione di qualche giorno fa a Sommacampagna la Federazione ci ha spiegato che la serie C è stata voluto per consentire la partecipazione anche delle squadre che non hanno possibilità di sostenere i costi dei campionati superiori e quindi l’unica formula possibile è quella dei due gironi suddivisi fra Ovest ed Est per contenere i costi di trasferta.

Nessuno spazio per proposte alternative, come per esempio la nostra che dopo un girone di andata e ritorno territoriale, avrebbe invece voluto un Master Round e un Relegation Round in cui Ovest e Est si sarebbero potuti incontrare già prima dei playoff di fine stagione.

Se si vuole provare ad accedere al Purgatorio della IHL (perché il Paradiso è un’altra cosa), la piazza dell’hockey della Val Pellice dovrà quindi vivere di buon grado un’altra stagione negli Inferi dell’hockey, scelta di partenza obbligata – sia ben chiaro – per chi ha voluto provare a ricostruire dalla base un movimento che aveva negli ultimi anni pagato a caro prezzo il suo voler ergersi a tutti i costi senza poggiare su solide fondamenta.

In alternativa si butta via tutto.

Una battaglia da giocare e vincere tutti insieme, è il messaggio che il Presidente Fabrizio Gatti lancia a soci e tifosi attraverso la sorella Francesca, una delle poche persone attualmente autorizzata ad incontrarlo nella sua residenza, dove è ancora soggetto al provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari.

Fabrizio sta combattendo la sua battaglia personale, sicuramente la più dura della sua vita, ma per come conosco mio fratello ne uscirà vincitore, anche se i tempi della giustizia non sono certo quelli a cui lui era abituato nella sua quotidiana operatività” ci racconta Francesca.

Ci tiene a far sapere che compatibilmente alle restrizioni alle quali si deve attenere non ha abbandonato in un solo istante la guida operativa della Cooperativa di cui è ancora Presidente e chiede a tutti i soci, ai consiglieri, ai tifosi e ai ragazzi della squadra di continuare insieme a lui la costruzione del progetto di Casa Valpe per riuscire a vincere anche questa, di battaglia. Il lavoro del primo anno – pur se caratterizzato da un cammino faticoso e con qualche pecca d’inesperienza, ha dato risultati insperati, sarebbe da sciocchi vanificarlo ora solo perché manca la sua voce o la sua presenza fisica” aggiunge Francesca, che conclude:

Stando tutto il giorno in casa è diventato anche un bravissimo chef, ma visto quanto si sta annoiando nella sua attuale condizione, sono certa che appena ne riavrà l’opportunità, speriamo a breve, farà andare la Valpeagle a una velocità tale da recuperare la strada perduta”.

Intanto il Vice Presidente Mauro Passet ha conferito nei giorni scorsi l’incarico di Direttore Sportivo a Marco Pozzi, che di fatto già nella passata stagione si era occupato insieme a Capitan Alex Silva di contribuire fattivamente alla creazione del progetto.

Finchè avrò fiato mi vedrete sul ghiaccio, state sereni” dice Marco ai suoi tifosi. “Sono però onorato di avere ricevuto anche questo incarico e di poter dare il mio contributo al progetto non solo dal campo”.

Progetto in cui Marco Pozzi crede fortemente al punto da avere più volte rifiutato nelle ultime settimane proposte da importanti club di categoria superiore: “E’ una mia libera scelta quella di voler continuare a giocare qui per costruire qualcosa di importante sul territorio, c’è però bisogno della collaborazione di tutti, proprio come è stato fatto nel finale di stagione. Per quel che riguarda la direzione sportiva che mi compete ho già incontrato insieme ad Alex nei giorni scorsi i ragazzi, a cui ho presentato il modello che ho in mente per essere competitivi quanto e anche più della passata stagione. Saranno settimane di duro lavoro, ma a noi hockeisti questo non spaventa, spero di poter presentare qualcosa di concreto già in occasione della prossima assemblea dei soci” conclude Marco prima di riattaccarsi al telefono per continuare la costruzione della squadra.

 

 

 

 

 

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C siamo (per ora)

In assenza di risposte alla formale richiesta di partecipazione al prossimo campionato di IHL avanzata lo scorso 30 aprile alla Fisg, il Consiglio di Amministrazione della HCV Filatoio 2440 comunica di avere provveduto ad inviare domanda di iscrizione al campionato di IHL1 nei termini previsti dalla Federazione. Tuttavia una decisione definitiva sull’opportunità o meno di prendervi parte in funzione dei costi da sostenere e dello scarso appeal che tale campionato suscita sia da un punto di vista tecnico che di spettacolo verso il pubblico verrà presa solo dopo che sarà comunicata la formula del campionato per la stagione 2018/19 e dopo avere verificato quali e quanti saranno gli atleti che si renderanno effettivamente disponibili a scendere ancora sul ghiaccio in quel contesto.

La stagione 2017/18 ha sancito numeri alla mano come l’Hcv Filatoio 2440 in soli 10 mesi di attività sportiva (l’affiliazione alla Fisg è del 1° luglio 2017) sia riuscita a ricavarsi un ruolo di primaria importanza nel panorama hockeistico italiano, sia attraverso i risultati, dove ha ottenuto un secondo posto assoluto al suo primo campionato, sia per la rilevanza del proprio bacino di utenza, con una media di 1.528 spettatori nei playoff, dato che secondo le statistiche di Power Hockey risulta essere il più alto nei campionati organizzati direttamente dalla Fisg.

Un contesto, il nostro, che ritenevamo avrebbe potuto contribuire a rendere più appetibile il prossimo campionato di IHL, con l’allargamento anche al Nord Ovest dell’Italia e avrebbe aiutato il movimento hockeistico a realizzare gli obiettivi indicati nel documento programmatico firmato da tutte le società il 30 aprile 2016 ad Ora (Bz), valido fino alla stagione 2020/21. Documento che fra le altre cose fa specifico riferimento all’allargamento a 14 squadre ottenibile attraverso la promozione obbligatoria delle due finaliste del campionato di serie C della stagione 2017/18 (vedi foto)

Documento di cui invece devono essersi dimenticati proprio i firmatari, dal momento che il referente dei club di IHL ci ha comunicato alcune settimane fa il parere all’unanimità negativo da parte delle società nei confronti di una possibile partecipazione alla serie IHL della HCV Filatoio 2440 per la prossima stagione.

Insieme alla Fisg poi le società si sono pure dimenticate che le Norme Federali 2017/18 della IHL (trattasi di regolamento ufficiale) prevedevano lo svolgimento dei play-out, con la retrocessione dell’ultima classificata in serie IHL1. Siccome i play-out non li hanno disputati, ci pare una violazione palese delle normative alle quali invece ci chiedono di attenerci in maniera scrupolosa.

Dall’elenco ufficiale delle squadre ammesse alla partecipazione al prossimo campionato di IHL risultano infatti esserci tutte le squadre della passata stagione alle quali si è aggiunta la neo promossa Bressanone e da cui manca il Milano Rossoblù, al quale nel frattempo è stata concessa la wild card per partecipare alla AHL.

I conti non tornano, perché se si fosse rispettato il regolamento le squadre ammesse in questo momento dovrebbero essere 11 (una promossa, una retrocessa e una che ha rinunciato a iscriversi) anziché 12: ciò significa che una di queste 12 squadre parteciperà al prossimo campionato di IHL senza averne diritto, proprio come la HCV Filatoio 2440 a cui l’opportunità è stata invece al momento negata.

Con questa situazione venutasi a creare diventa molto difficile garantire un futuro all’hockey nella nostra regione e in particolare nel nostro territorio dopo l’incredibile salvataggio della passata stagione: se è vero che si può contare su un settore giovanile che dalla Under 7 abbraccia tutte le categorie fino alla Under 19, è altrettanto vero che in assenza di una stimolante attività di vertice, è molto probabile che i più giovani preferiranno dedicarsi ad altre discipline vanificando tutto il nostro lavoro fin qui svolto, mentre chi è già pronto per una ipotetica prima squadra emigrerà altrove non ritenendo la IHL1 agonisticamente opportuna per la propria crescita tecnica.

D’altro canto, pur con tutto il rispetto nei confronti delle squadre che vi hanno preso parte, è sotto gli occhi di tutti come il livello tecnico e la formula della IHL 1 nella stagione appena conclusa ne hanno fatto un campionato poco più che amatoriale, quantomeno fino ai play-off di febbraio quando finalmente si è potuto offrire uno spettacolo agonistico per il quale poter chiedere al nostro pubblico il pagamento di un biglietto d’ingresso.

E’ risaputo da tutti, addetti ai lavori e non, che storicamente in Italia esistono due soli campionati: uno a cui partecipano i club più importanti con budget rilevanti e molti giocatori stranieri e poi una seconda serie, definita ora pomposamente Italian Hockey League, che nient’altro è se non l’unico campionato rimanente con un numero di squadre e una formula tali da accontentare quei club che pur avendo storia e tradizione non possono ambire per motivi economici e gestionali alla partecipazione nella serie A.

Bello sarebbe ci fosse nel nostro Paese un numero di società di hockey tale da poter avere tre, quattro, cinque categorie come nel calcio, nel volley, nel basket, con promozioni e retrocessioni, ma tutti sappiamo che non è così e lo si è constatato nella stagione appena conclusa durante la quale fino a febbraio la nostra squadra ha potuto giocare mediamente soltanto una volta ogni 15 giorni, realizzando 151 gol e subendone solamente 12 senza essere dei marziani.

E’ in queste decisioni programmatiche che vorremmo cogliere da parte dei dirigenti federali dei concreti segnali sulla reale volontà di far crescere una disciplina sportiva già così circoscritta dalla carenza di impianti a poche aree del Paese, anziché ritrovarci a constatare amaramente che chi dovrebbe decidere preferisce accontentare gli interessi di bottega per i quali ognuno vuole rimanere a giocare nel proprio cortile.

Saranno questi gli argomenti sui quali i nostri tifosi soci della Cooperativa saranno chiamati a riflettere nelle prossime settimane in vista di un prossimo incontro con il Consiglio di Amministrazione nel quale i soci tutti insieme dovranno decidere se e con quali risorse e quali modalità proseguire il progetto sportivo. E’ questo che rende unico il concetto di Cooperativa: decidere tutti insieme il cammino della squadra del cuore, onori ed oneri compresi.

Nel frattempo l’Hcv Filatoio 2440 rinnova comunque alla Federazione Italiana Sport Ghiaccio la propria disponibilità a prendere parte al prossimo campionato di IHL, a patto che un’eventuale risposta non arrivi così tardi da rendere impossibile programmare la stagione. La disponibilità comprende anche il malaugurato caso in cui qualcuna delle società già formalmente iscritte alla IHL non dovesse essere in grado di mantenere l’impegno preso e lo dovesse comunicare nelle prossime settimane.

Chiudiamo annunciandovi che finalmente abbiamo notizie anche sul caso Bertin: è arrivata pochi giorni fa la decisione di rigetto da parte della Corte Federale di Appello del ricorso presentato lo scorso 15 febbraio sulle partite perse a tavolino per il tesseramento di Alex Bertin. Nessuna sorpresa, ci mancherebbe.

L’Avvocato Davide Mollica si è dovuto prodigare in ripetuti solleciti affinchè dopo “soli” tre mesi arrivasse la “prevedibile” sentenza, che ci riserviamo comunque di impugnare davanti al Collegio di Garanzia del Tribunale del Coni, dal momento che è stata emessa oltre 60 giorni dalla presentazione del ricorso.

Non solo: rimane gravissimo il fatto che la Federazione abbia mandato avanti la procedura di tesseramento internazionale da parte di Bertin con il Briancon senza nel contempo annullare la possibilità di tesserarlo attraverso il sistema nazionale, cosa che ha creato il doppio tesseramento rimasto in atto per oltre quattro mesi senza che nessuno in Federazione se ne accorgesse. E non ci risulta che per questo fatto qualcuno in Federazione abbia pagato dazio, a differenza nostra che abbiamo invece perso lo strameritato primo posto in classifica nel girone Ovest della IHL1.

Inoltre la sentenza pronunciata secondo il fantomatico “principio che vuole la più ampia e libera circolazione degli atleti” e per il quale “La società dalla quale l’atleta si trasferisce può opporre solo ed esclusivamente gravi motivi” come scritto nella decisione della Corte apre degli scenari incredibili per il futuro delle società italiane.

Non essendo determinante il CONSENSO della società al trasferimento, diventerà estremamente semplice per qualsiasi atleta andare a giocare dove gli pare aldilà dei vincoli con la società di appartenenza e delle indennità di formazione: un giocatore italiano potrà trasferirsi ovunque, non solo all’estero, ma anche fra club italiani: in questo secondo caso basterà che il giocatore si accordi direttamente con un qualsiasi club estero accondiscendente, magari di terza o quarta Lega, senza che la propria società possa impedirlo nel nome della libera circolazione degli atleti. Poi dopo poche settimane per lo stesso principio quell’atleta potrà rientrare in Italia tesserato in un club diverso da quello di origine, operazione per la quale sarà necessario soltanto il versamento di 800 franchi svizzeri circa alla Federazione Internazionale…

Verranno tempi migliori

 

 

 

 

 

 

 

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Complimenti Eros!

Il nostro socio Eros Gonin è stato eletto nel nuovo Consiglio Federale della FISG che sarà in carica nel quadriennio 2018-22 in qualità di Responsabile Settore Curling.

Evidentemente lavorare bene paga. I risultati fin qui ottenuti, sia da un punto di vista manageriale con la consolidata gestione del Palaghiaccio di Pinerolo e della limitrofa struttura del curling, sia da un punto di vista agonistico con la crescita di un movimento che ha portato alcuni atleti pinerolesi persino ai Giochi Olimpici 2018 sono la dimostrazione di come sul territorio sia possibile coniugare risultati sportivi di vertice e conti economici senza necessariamente finire sull’orlo del fallimento.

E di come poi chi è chiamato a scegliere sappia farlo nella maniera più corretta.

Aldilà della specificità dell’incarico, legato al curling, non possiamo che salutare con gioia il suo ingresso nel neo eletto Consiglio Federale in quanto riteniamo che la presenza di una figura del Nord Ovest in cabina di regia possa comunque giovare a tutto il movimento legato agli sport del ghiaccio del nostro territorio, hockey compreso.

Se si vogliono cambiare le cose – e questo vale in generale – lo si deve fare con l’impegno e con il lavoro da dentro il sistema. Stare alla finestra a criticare e lamentarsi serve a poco o nulla, ne abbiamo innumerevoli esempi e risultati.

Nel complimentarci con Eros per il risultato, gli auguriamo un proficuo lavoro federale centrale, senza però che ora trascuri e dimentichi quanto insieme nel nostro piccolo insieme si sta cercando di fare per proseguire nella crescita e nel consolidamento del movimento hockeistico del nostro territorio anche attraverso sinergie e collaborazioni fra lo Sporting Pinerolo di cui è dirigente e la nostra Cooperativa HCV Filatoio 2440.

Esprimiamo soddisfazione anche per le conferme di Andrea Gios alla Presidenza FISG e di Tommaso Teofoli in qualità di responsabile del settore hockey a cui auguriamo un proficuo lavoro di rinnovamento della macchina organizzativa, così che si evitino in futuro situazioni disdicevoli come quelle che ci hanno coinvolto in questa stagione a causa anche di gravi lacune degli uffici competenti.

Dai rinnovati vertici federali ci aspettiamo innanzitutto una pronta risposta alla nostra richiesta di partecipazione alla IHL laddove – come sembra dalle NOFA 2017-18 – nella stagione prossima la IHL sarebbe dovuta passare a 14 squadre e poi un’applicazione delle regole per tutti: se le NOFA 2017/18 prevedevano esplicitamente la retrocessione di una squadra in IHL 1, come è possibile che il comunicato emesso dalla FISG nei giorni scorsi indichi 12 squadre iscritte alla prossima IHL e non 11 come sarebbe invece dovuto essere a seguito della rinuncia del Milano passato alla Alps e della promozione del Bressanone al posto della squadra retrocessa?

Solo nel caso dell’allargamento a 14 squadre le NOFA prevedevano infatti il ripescaggio della retrocessa …

 

 

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AL LAVORO FRA DUBBI E CERTEZZE

Che stagione indimenticabile la prima!

Il motore del Landini si è fatto sentire forte, da quando è stato acceso oltre un anno fa fino alla finale con il Bressanone, in una serata che è stata prima di tutto una festa dello sport svoltasi davanti a 2.000 spettatori e che ha sancito in maniera inequivocabile il ritorno della passione per l’hockey in Val Pellice.

Bicchiere mezzo pieno per avere riportato dopo solo un anno di lavoro il grande pubblico al Cotta Morandini con numeri che nell’hockey in Italia quasi nessuno può vantare; non una semplice soddisfazione, quanto l’espressione oggettiva del valore e del peso del nostro progetto, perché uno dei principali parametri di valutazione di una società è proprio il bacino di utenza.

Bacino di utenza che secondo le statistiche ufficiali di Power Hockey ci vede al primo posto in Italia per quel che riguarda le categorie IHL e IHL 1 e davanti anche a buona parte dei club di AHL.

L’altra metà del bicchiere si sarebbe potuta riempire con il pieno raggiungimento del risultato sportivo, che invece ci ha visto chiudere al secondo posto la nostra prima partecipazione in un campionato agonistico federale.

Un secondo posto è comunque indice di soddisfazione oltre che di amarezza. Essere partiti con l’obiettivo di provare a vincere non significa in automatico riuscirci e – tagli alle mani a parte – c’erano avversari sulla carta altrettanto competitivi che si sono poi dimostrati tali anche sul ghiaccio, per cui non possiamo considerare negativa la nostra stagione dal punto di vista dei risultati.

Dunque prima di pensare al domani, plaudiamo ancora ai nostri ragazzi non solo per avere accettato il progetto, ma anche per quanto hanno fatto sul ghiaccio durante la stagione appena conclusa, con una nota di merito speciale per capitan Alex Silva e Marco Pozzi che si sono prodigati anche in ruoli di natura dirigenziale affinchè tutto potesse funzionare al meglio.

A proposito di programmi: non è solo tempo di consuntivi.

E’ opportuno portare soci e tifosi a conoscenza del fatto che il Consiglio di Amministrazione della HCV Filatoio 2440 in queste settimane non è rimasto fermo come a taluni potrebbe sembrare dal nostro silenzio.

Intanto vi portiamo il saluto del Presidente Fabrizio che c’è e continuerà a esserci come ha voluto farci sapere tramite chi ha potuto incontrarlo in questi giorni, mostrando determinazione ed attaccamento al progetto.

In attesa di averlo nuovamente al nostro fianco stiamo lavorando alla prossima stagione, per la quale non avendo al momento altro diritto sportivo che non la partecipazione alla serie IHL Division 1, l’iscrizione è prevista entro il 31 maggio prossimo.

Tuttavia il Consiglio di Amministrazione della HCV Filatoio 2440 prima di sottoporre il progetto sportivo della IHL 1 e il relativo budget all’approvazione dei soci, ha ritenuto di verificare preventivamente con la Federazione Sport Ghiaccio anche l’eventuale disponibilità alla concessione di partecipare al campionato di IHL.

Questo alla luce di un documento programmatico che le società di IHL sottoscrissero nella stagione 2015/16 dove si dice che “dalla stagione 2017/18 le due finaliste del campionato di C sono promosse obbligatoriamente” e alla luce anche di quanto indicato nelle Norme Organizzative Federali Annuali (NOFA) 2017/18 scritte dalla FISG relativamente alla IHL che fra le altre cose indicano il “raggiungimento di 14 squadre a disputare il campionato IHL nella stagione 2018/19”.

Al momento siamo in attesa di una risposta ufficiale della Federazione a cui spetta la decisione, mentre ci risulta che nella riunione dello scorso 5 maggio tenutasi a Verona le attuali 12 società di IHL abbiano espresso parere negativo a tale concessione.

Guardiamo inoltre con attenzione anche alla iscrizione alla IHL da parte delle altre società aventi diritto che dovrà avvenire entro il 10 maggio, termine ultimo indicato dalla Federazione, per verificare se aldilà della nostra richiesta si dovessero comunque liberare dei posti che potrebbero dare titolo alla nostra classifica ottenuta in IHL 1.

Nel frattempo stiamo naturalmente procedendo a valutare anche le disponibilità dei nostri singoli giocatori nel voler riprovare o meno a conquistare la vittoria del campionato di IHL Division 1, in maniera da poter sottoporre nei tempi corretti il progetto sportivo all’Assemblea dei soci, a cui spetterà la decisione ultima sull’iscrizione ai campionati una volta che si avranno tutti gli elementi necessari a decidere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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GRANDE LUCA

Complimenti Luca Frigoprotagonista e vincitore della EBEL con la maglia del Bolzano e orgoglio di tutta la Val Pellice sportiva.
Congratulazioni a mamma Laura e papà Davide nostri soci.
Nessuno da queste parti ha mai dubitato sul fatto che avresti avuto una grande carriera e siamo certi che questo importante successo sarà solo il primo di una lunga serie di Coppe alzate.
In tanti invece non avrebbero mai pensato che un giorno tutta la Val Pellice si sarebbe trovata incollata agli schermi a tifare Bolzano, a cui vanno i nostri complimenti per l’impresa resa ancora più memorabile essendo partiti dall’ultimo posto in classifica.
Hai fatto quindi un doppio miracolo sportivo!
Ti auguriamo anche nelle stagioni prossime di continuare a seguirci solo in diretta Facebook perchè vorrà dire che sarai nuovamente impegnato in qualche finale!
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IL FUTURO E’ GIA’ QUI

Tre Bocia Mpestà del Valpellice Bulldogs che quest’anno hanno fatto parte a pieno titolo anche del roster della VALPEAGLE fino alla finale col Bressanone, dopo essere stati convocati nei giorni scorsi al raduno della Nazionale Under 18 tenutosi a Egna, hanno staccato il pass per andare a giocare i Mondiali di categoria a Kiev, in Ucraina, dal 14 al 20 aprile.

Andrea Basraoui

Samuel Payra

Filippo Salvai

 

 

 

 

 

 

 

 

Andrea Basraoui, portiere, Samuel Payra, difensore e Filippo Salvai, attaccante, concluderanno dunque in maniera eclatante la loro brillante stagione che quest’anno li ha visti protagonisti sia a livello giovanile con l’U19 (e Payra anche con l’U17) sia con l’esordio in prima squadra, dove Andrea ha fatto spesso da back-up a Simone Armand Pilon giocando anche 40 minuti senza subire reti mentre Samuel e “Fischer” si sono guadagnati un ruolo importante togliendosi la soddisfazione di andare in gol e di essere impegnati nelle gare decisive dei play-off appena conclusi.

Pur senza sfoggiare super poteri derivati da punture di insetti o radiazioni, ma con tanto lavoro sul ghiaccio e spirito di sacrificio, dovendo anche preoccuparsi della scuola (come è giusto che sia), allenandosi tutti i giorni da settembre ad oggi agli ordini di Pavel Kavcic e a fianco dei cosiddetti senatori, i tre sono la conferma tangibile della bontà del progetto di Casa Valpe, nato dalla stretta collaborazione e dalle sinergie fra il settore giovanile dei Bulldogs e la Cooperativa HCV Filatoio 2440, un progetto che fin dal primo anno di esistenza ha raggiunto l’obiettivo di riportare passione ed entusiasmo nell’ambiente dell’hockey in Val Pellice, sviluppando nel contempo anche un lavoro di crescita tecnica che sta dando risultati immediati, ma che soprattutto lascia sereni per gli anni a venire.

Stante gli attuali scenari, una squadra con un Dna fatto sempre più di ragazzi del paese che giocano per la loro bandiera non solo è futuribile, ma è già realtà, vanto sportivo di tutta la Val Pellice e dell’intero territorio pinerolese, come la partecipazione di massa ai recenti avvenimenti ha dimostrato.

In bocca al lupo quindi ad Andrea, Samuel e Filippo per questa emozionante avventura sportiva e complimenti agli orgogliosi papà Max e Marco che con il loro impegno quotidiano “pancia a terra” a favore dei Bulldogs sono sicuramente fra i principali artefici della sopravvivenza dell’hockey in Val Pellice, aldilà dell’essere contestualmente anche genitori dei campioni di domani

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SPORTIVAMENTE

Sportivamente non siamo secondi a nessuno. Ora possiamo comunicarlo con orgoglio dopo aver visionato il video diffuso ieri su un forum di tifosi relativo al fatidico minuto 48:17 della finale persa con il Bressanone che ci restituisce un po’ di serenità.

Sapere che l’errore determinante di una sfida così tirata fosse scaturito da una brutta reazione di un nostro giocatore che pur in un momento agonisticamente concitato, sul risultato di perfetta parità a terzo tempo avanzato, si era lasciato prendere dalla foga rimediando ben 4 minuti di penalità, due per colpo di bastone e due per eccessiva durezza, un pochino ci dispiaceva per i nostri tifosi.

Una sbavatura che non ci voleva in una serata come quella del 31 marzo dove tutto aveva funzionato a meraviglia e dove i valori sportivi promossi in una indimenticabile festa del settore ghiaccio, saranno certo piaciuti anche alle tante autorità federali presenti.

Per carità, nessun rimprovero a Martino Durand Varese per quell’increscioso episodio dopo la sua encomiabile prima stagione con la maglia della Valpeagle, però nemmeno lui stesso si sarà sentito così sereno sapendo che da quella grave penalità era poi scaturito il gol decisivo degli avversari.

Ebbene Martino ora può ritrovare la serenità e con lui anche noi.

Dal video abbiamo infatti potuto tutti constatare che al minuto 48:17 Martino si trovava un metro abbondante davanti all’avversario e se ne stava disinteressando totalmente, quindi non ha menato colpi di bastone a destra e manca e tantomeno ha usato eccessiva durezza come invece risulta dal foglio arbitrale.

La sua coscienza sportiva rimane linda e questo è quanto ci preme sottolineare ai nostri tifosi e più in generale agli appassionati di questa disciplina

I ragazzi ce l’hanno messa tutta, sicuramente avranno commesso qualche errore tecnico e tattico di troppo a causa della minore esperienza e abitudine al giocarsi una finale rispetto agli avversari, ma escono sconfitti a testa alta, senza macchie legate al loro comportamento SPORTIVO sul ghiaccio e possono dunque andare a dormire sereni.

Per l’impegno profuso e per l’esempio che hanno dato non possiamo che nuovamente dirgli GRAZIE per la bella stagione.

A partita e stagione oramai concluse chiedersi come e perché possano accadere simili episodi sul ghiaccio e come e perché chi è preposto al controllo possa sbagliare in maniera così macroscopica è del tutto sterile.

Nell’ottica di essere costruttivi è però doveroso auspicare per il futuro da parte degli organismi competenti una maggiore attenzione nel valutare i requisiti e le capacità di chi deve affrontare conduzioni agonisticamente difficili come può essere una finale disputata di fronte a 2.000 spettatori.

E’ un atto di rispetto verso quei dirigenti sportivi, quegli allenatori e quegli atleti che tutto l’anno hanno lavorato con metodo professionale e non amatoriale per arrivare a giocarsi una promozione in una categoria che ritengono di meritare, è un dovere morale verso 2.000 spettatori – in questo momento il pubblico più numeroso d’Italia riferito a gare hockeistiche organizzate dalla Fisg – che devono poter gioire per la vittoria o imprecare per la sconfitta esclusivamente a causa di meriti o demeriti dei propri beniamini e non di soggetti terzi.

A maggior ragione sapendo che in uno stadio come quello di Torre Pellice così colmo di persone ci sarà sempre almeno un telefonino o una telecamera accesa in mano a qualche spettatore pronto a documentare quanto effettivamente succede, aldilà di ricostruzioni di fantasia

 

 

 

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IL BEL PAESE

Per fortuna il Bressanone ha vinto anche gara 2, altrimenti non saremmo certamente saliti in Alto Adige con la giusta serenità e concentrazione dopo aver appreso la notizia che il nostro Presidente Fabrizio Gatti da stamattina si trova in custodia cautelare per la vicenda legata alla Finpiemonte di cui era stato presidente fino a luglio scorso.

Oppure vogliamo illuderci che l’hockey su ghiaccio sia talmente importante in Italia da avere indotto gli organi di giustizia ordinaria ad attendere la fine del campionato prima di emettere tale provvedimento per non turbarne gli equilibri, una delicatezza al riguardo non utilizzata invece dalla giustizia sportiva che i nostri play-off li aveva sconvolti con le 7 gare perse a tavolino per la questione Bertin.

Certo che a dirla tutta pensate come sarebbe stato spettacolare l’attuazione di un provvedimento del genere sabato sera durante la partita, fra show di luci colorate, musica e 2.023 spettatori presenti, magari anche con uno spettacolare atterraggio di elicotteri sul ghiaccio stile Apocalypse Now?

Scusate se apriamo con un po’ di leggerezza e ironia, ma che altro potremmo dire di serio a fronte dello sconcerto che si sta impadronendo di noi, dal momento che stiamo parlando della stessa persona che questa sera alle 18 sarebbe stata nuovamente “in pista” per programmare il futuro della Hcv Filatoio 2440 con una riunione a Pinerolo, prima di partecipare ad una pizzata con lo staff e domani sera sarebbe stato coi ragazzi della squadra per una serata comunque di festa malgrado il finale amarognolo di stagione sportiva?

Sulla vicenda ribadiamo invece – con un copia e incolla dal precedente comunicato – quanto già scritto lo scorso mese di dicembre: “Intendiamo precisarvi che si tratta di vicissitudini professionali che nulla hanno a che vedere con il contesto della Cooperativa HCV Filatoio 2440 (malgrado la perquisizione mattutina della nostra sede legale alla ricerca evidentemente di qualche maglia autografata dei ragazzi), rassicurandovi nel contempo sul fatto che tali notizie non hanno alcuna conseguenza nello sviluppo del nostro progetto sportivo”.

Se lo tsunami mediatico di dicembre senza aver ricevuto alcun preventivo avviso di natura giudiziaria era già stato motivo di riflessione sui metodi adottati dagli organi di giustizia, la notizia odierna del provvedimento di custodia cautelare amplia ulteriormente riflessioni e dubbi su cosa può capitare a chiunque nel nostro Paese, dal momento che per quanto ci risulta (notizia riportata anche da diversi organi di informazione) in tutti questi mesi (e ne sono passati ben quattro) il nostro Presidente Fabrizio Gatti non solo ha continuato a non ricevere alcun avviso giudiziario, ma sono cadute nel vuoto anche le ripetute richieste dei suoi legali di essere spontaneamente sentito in Procura per chiarire la sua posizione.

Bene, finalmente potrà farlo, anche se non è propriamente ortodosso il metodo, perchè un provvedimento di custodia cautelare non lo auguriamo nemmeno a chi è stato artefice di recenti fallimenti epocali, figurarsi al nostro amatissimo Presidente.

Siamo comunque certi che grazie alla corazza che solo gli hockeisti possono avere, non si farà abbattere troppo facilmente. Così come potrà finalmente chiarire la sua posizione. Troppe ne abbiamo viste in questo Paese e in vicende ben più complesse per lasciarci indurre nel facile tranello di sputare sentenze prima che vengano emesse. Perlomeno noi che sappiamo di chi stiamo parlando. Voi fate come vi pare, tanto tutto torna!

Lasciamo – come si suol dire in questi casi – che la giustizia segua il suo corso e solo alla fine della vicenda trarremo le nostre conclusioni. Nel frattempo è dovere di tutti proseguire l’impegnativo progetto di costruzione di Casa Valpe, che è quanto sta a cuore a tutti noi e che è quanto Fabrizio sicuramente ci chiederebbe di fare se potesse parlare.

Quello di stasera è un punto di partenza, non un punto di arrivo sono state le sue parole nelle telefonate (probabilmente intercettate) allo staff a meno di due ore dalla fine della partita persa col Bressanone!

Gli 80 anni di storia dell’hockey in Val Pellice hanno vissuto pagine ben più amare e con tragedie ben più gravi, eppure l’hockey esiste ancora, lo abbiamo appena dimostrato con la incredibile festa di sabato sera, mostrando un cuore biancorosso pulsante di passione. A proposito: chissà quanti uomini in borghese erano fra noi ad assistere alla partita per tenere tutto sotto controllo, speriamo che abbiano quantomeno pagato il biglietto e contribuito al nostro progetto.

Chiudiamo ribadendo che anche in questa occasione il Consiglio di Amministrazione della Hcv Filatoio 2440 ritiene di esprimere la piena solidarietà nei confronti dell’amico e Presidente Fabrizio per i modi e i metodi utilizzati al suo riguardo, ringraziandolo per i risultati del suo operato fin qui svolto a favore della Hcv Filatoio 2440 e per i valori morali a cui tale lavoro si è ispirato.

Siamo certi che lo riavremo presto al nostro fianco per urlare contro il cielo Forza Valpe

 

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#FUORIDAICASSETTI

Una cooperativa sportiva è bella quando c’è lo spirito giusto, quello della cooperazione fra i soci, spinti dalla stessa passione e dalle medesime motivazioni.

Più in generale una comunità sportiva è bella quando tutti si sentono di esserne parte attiva spinti dalla stessa passione e dalle medesime motivazioni, senza le pagelle a chi è più o meno tifoso.

Questo primo anno, questa prima stagione sportiva – comunque andrà – ha già dato le risposte su cosa è bello e cosa no, perchè nelle ultime settimane si sta respirando proprio un’aria diversa e questo per merito di chi frequenta la comunità.

Passione, entusiasmo, voglia di sentirsi parte di un qualcosa che appartiene a tutti. Siamo tornati a essere uno stadio festante colmo di famiglie, sono ripresi gli esodi di massa spontanei al seguito della squadra. La gente ha voglia di far sentire la propria testimonianza di affetto, ognuno con le proprie capacità e caratteristiche.

Dopo i 600 biglietti già venduti in prevendita per la finale di gara 2, dopo le vetrine dei negozi che si stanno colorando di biancorosso perchè come ha scritto qualcuno “Dal passato al futuro la passione non muore mai” a prescindere dalle denominazioni e dalle ragioni sociali, ecco che la base lancia un’altra idea in vista dell’ultima gara casalinga della stagione, idea che accogliamo e facciamo nostra.

 

Con l’Operazione #fuoridaicassetti.

Tiriamo fuori dai cassetti la nostra maglia del cuore per colorare lo stadio, preferibilmente di biancorosso!

Una speciale giuria presente sugli spalti premierà quella più EMOZIONANTE, per età, spirito, significato, non ha importanza!

E il vincitore a fine partita riceverà un’altra maglia, questa volta della VALPEAGLE, autografata dai campioni di oggi.

Ci vediamo sabato, sugli spalti del PalaCotta.

Dalle 19.00 quando apriranno i cancelli, per consentire a tutti di prendere posto e di essere pronti per il grande show

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