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C siamo (per ora)

In assenza di risposte alla formale richiesta di partecipazione al prossimo campionato di IHL avanzata lo scorso 30 aprile alla Fisg, il Consiglio di Amministrazione della HCV Filatoio 2440 comunica di avere provveduto ad inviare domanda di iscrizione al campionato di IHL1 nei termini previsti dalla Federazione. Tuttavia una decisione definitiva sull’opportunità o meno di prendervi parte in funzione dei costi da sostenere e dello scarso appeal che tale campionato suscita sia da un punto di vista tecnico che di spettacolo verso il pubblico verrà presa solo dopo che sarà comunicata la formula del campionato per la stagione 2018/19 e dopo avere verificato quali e quanti saranno gli atleti che si renderanno effettivamente disponibili a scendere ancora sul ghiaccio in quel contesto.

La stagione 2017/18 ha sancito numeri alla mano come l’Hcv Filatoio 2440 in soli 10 mesi di attività sportiva (l’affiliazione alla Fisg è del 1° luglio 2017) sia riuscita a ricavarsi un ruolo di primaria importanza nel panorama hockeistico italiano, sia attraverso i risultati, dove ha ottenuto un secondo posto assoluto al suo primo campionato, sia per la rilevanza del proprio bacino di utenza, con una media di 1.528 spettatori nei playoff, dato che secondo le statistiche di Power Hockey risulta essere il più alto nei campionati organizzati direttamente dalla Fisg.

Un contesto, il nostro, che ritenevamo avrebbe potuto contribuire a rendere più appetibile il prossimo campionato di IHL, con l’allargamento anche al Nord Ovest dell’Italia e avrebbe aiutato il movimento hockeistico a realizzare gli obiettivi indicati nel documento programmatico firmato da tutte le società il 30 aprile 2016 ad Ora (Bz), valido fino alla stagione 2020/21. Documento che fra le altre cose fa specifico riferimento all’allargamento a 14 squadre ottenibile attraverso la promozione obbligatoria delle due finaliste del campionato di serie C della stagione 2017/18 (vedi foto)

Documento di cui invece devono essersi dimenticati proprio i firmatari, dal momento che il referente dei club di IHL ci ha comunicato alcune settimane fa il parere all’unanimità negativo da parte delle società nei confronti di una possibile partecipazione alla serie IHL della HCV Filatoio 2440 per la prossima stagione.

Insieme alla Fisg poi le società si sono pure dimenticate che le Norme Federali 2017/18 della IHL (trattasi di regolamento ufficiale) prevedevano lo svolgimento dei play-out, con la retrocessione dell’ultima classificata in serie IHL1. Siccome i play-out non li hanno disputati, ci pare una violazione palese delle normative alle quali invece ci chiedono di attenerci in maniera scrupolosa.

Dall’elenco ufficiale delle squadre ammesse alla partecipazione al prossimo campionato di IHL risultano infatti esserci tutte le squadre della passata stagione alle quali si è aggiunta la neo promossa Bressanone e da cui manca il Milano Rossoblù, al quale nel frattempo è stata concessa la wild card per partecipare alla AHL.

I conti non tornano, perché se si fosse rispettato il regolamento le squadre ammesse in questo momento dovrebbero essere 11 (una promossa, una retrocessa e una che ha rinunciato a iscriversi) anziché 12: ciò significa che una di queste 12 squadre parteciperà al prossimo campionato di IHL senza averne diritto, proprio come la HCV Filatoio 2440 a cui l’opportunità è stata invece al momento negata.

Con questa situazione venutasi a creare diventa molto difficile garantire un futuro all’hockey nella nostra regione e in particolare nel nostro territorio dopo l’incredibile salvataggio della passata stagione: se è vero che si può contare su un settore giovanile che dalla Under 7 abbraccia tutte le categorie fino alla Under 19, è altrettanto vero che in assenza di una stimolante attività di vertice, è molto probabile che i più giovani preferiranno dedicarsi ad altre discipline vanificando tutto il nostro lavoro fin qui svolto, mentre chi è già pronto per una ipotetica prima squadra emigrerà altrove non ritenendo la IHL1 agonisticamente opportuna per la propria crescita tecnica.

D’altro canto, pur con tutto il rispetto nei confronti delle squadre che vi hanno preso parte, è sotto gli occhi di tutti come il livello tecnico e la formula della IHL 1 nella stagione appena conclusa ne hanno fatto un campionato poco più che amatoriale, quantomeno fino ai play-off di febbraio quando finalmente si è potuto offrire uno spettacolo agonistico per il quale poter chiedere al nostro pubblico il pagamento di un biglietto d’ingresso.

E’ risaputo da tutti, addetti ai lavori e non, che storicamente in Italia esistono due soli campionati: uno a cui partecipano i club più importanti con budget rilevanti e molti giocatori stranieri e poi una seconda serie, definita ora pomposamente Italian Hockey League, che nient’altro è se non l’unico campionato rimanente con un numero di squadre e una formula tali da accontentare quei club che pur avendo storia e tradizione non possono ambire per motivi economici e gestionali alla partecipazione nella serie A.

Bello sarebbe ci fosse nel nostro Paese un numero di società di hockey tale da poter avere tre, quattro, cinque categorie come nel calcio, nel volley, nel basket, con promozioni e retrocessioni, ma tutti sappiamo che non è così e lo si è constatato nella stagione appena conclusa durante la quale fino a febbraio la nostra squadra ha potuto giocare mediamente soltanto una volta ogni 15 giorni, realizzando 151 gol e subendone solamente 12 senza essere dei marziani.

E’ in queste decisioni programmatiche che vorremmo cogliere da parte dei dirigenti federali dei concreti segnali sulla reale volontà di far crescere una disciplina sportiva già così circoscritta dalla carenza di impianti a poche aree del Paese, anziché ritrovarci a constatare amaramente che chi dovrebbe decidere preferisce accontentare gli interessi di bottega per i quali ognuno vuole rimanere a giocare nel proprio cortile.

Saranno questi gli argomenti sui quali i nostri tifosi soci della Cooperativa saranno chiamati a riflettere nelle prossime settimane in vista di un prossimo incontro con il Consiglio di Amministrazione nel quale i soci tutti insieme dovranno decidere se e con quali risorse e quali modalità proseguire il progetto sportivo. E’ questo che rende unico il concetto di Cooperativa: decidere tutti insieme il cammino della squadra del cuore, onori ed oneri compresi.

Nel frattempo l’Hcv Filatoio 2440 rinnova comunque alla Federazione Italiana Sport Ghiaccio la propria disponibilità a prendere parte al prossimo campionato di IHL, a patto che un’eventuale risposta non arrivi così tardi da rendere impossibile programmare la stagione. La disponibilità comprende anche il malaugurato caso in cui qualcuna delle società già formalmente iscritte alla IHL non dovesse essere in grado di mantenere l’impegno preso e lo dovesse comunicare nelle prossime settimane.

Chiudiamo annunciandovi che finalmente abbiamo notizie anche sul caso Bertin: è arrivata pochi giorni fa la decisione di rigetto da parte della Corte Federale di Appello del ricorso presentato lo scorso 15 febbraio sulle partite perse a tavolino per il tesseramento di Alex Bertin. Nessuna sorpresa, ci mancherebbe.

L’Avvocato Davide Mollica si è dovuto prodigare in ripetuti solleciti affinchè dopo “soli” tre mesi arrivasse la “prevedibile” sentenza, che ci riserviamo comunque di impugnare davanti al Collegio di Garanzia del Tribunale del Coni, dal momento che è stata emessa oltre 60 giorni dalla presentazione del ricorso.

Non solo: rimane gravissimo il fatto che la Federazione abbia mandato avanti la procedura di tesseramento internazionale da parte di Bertin con il Briancon senza nel contempo annullare la possibilità di tesserarlo attraverso il sistema nazionale, cosa che ha creato il doppio tesseramento rimasto in atto per oltre quattro mesi senza che nessuno in Federazione se ne accorgesse. E non ci risulta che per questo fatto qualcuno in Federazione abbia pagato dazio, a differenza nostra che abbiamo invece perso lo strameritato primo posto in classifica nel girone Ovest della IHL1.

Inoltre la sentenza pronunciata secondo il fantomatico “principio che vuole la più ampia e libera circolazione degli atleti” e per il quale “La società dalla quale l’atleta si trasferisce può opporre solo ed esclusivamente gravi motivi” come scritto nella decisione della Corte apre degli scenari incredibili per il futuro delle società italiane.

Non essendo determinante il CONSENSO della società al trasferimento, diventerà estremamente semplice per qualsiasi atleta andare a giocare dove gli pare aldilà dei vincoli con la società di appartenenza e delle indennità di formazione: un giocatore italiano potrà trasferirsi ovunque, non solo all’estero, ma anche fra club italiani: in questo secondo caso basterà che il giocatore si accordi direttamente con un qualsiasi club estero accondiscendente, magari di terza o quarta Lega, senza che la propria società possa impedirlo nel nome della libera circolazione degli atleti. Poi dopo poche settimane per lo stesso principio quell’atleta potrà rientrare in Italia tesserato in un club diverso da quello di origine, operazione per la quale sarà necessario soltanto il versamento di 800 franchi svizzeri circa alla Federazione Internazionale…

Verranno tempi migliori