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Al lavoro: Marco Pozzi Direttore Sportivo (anche)

Un’occasione persa.

Sicuramente per la Valpeagle, “costretta” a un’unica scelta, se si vuole proseguire con l’attività agonistica e cioè l’iscrizione al campionato di IHL1.

Forse anche per il movimento hockeistico che ha preferito avere sole 10 squadre iscritte al prossimo campionato di IHL.

Chiariamo: la Valpeagle ha peccato d’inesperienza e ha lasciato sul ghiaccio il titolo sportivo per la promozione in IHL al Bressanone (inutile ricordare come) e questa ormai è storia vecchia e risaputa.

La storia più recente, anch’essa già scritta dai media, è stata invece il vano tentativo di far comprendere ai vertici federali che quel secondo posto conquistato sul campo in realtà costituiva un lasciapassare sportivo per salire di categoria sia alla luce di documenti di programmazione poi disattesi, sia ancor di più a seguito della rinuncia di ben tre squadre (Milano passato in Alps e Chiavenna e Feltre scese in IHL1) aventi diritto a partecipare alla IHL.

Ora, in un qualunque sport di quelli affiliati al Coni, il numero delle squadre partecipanti ai vari campionati è regolamentato e non varia di anno in anno e quindi qualunque federazione avrebbe provveduto a ripescare la seconda, poi la terza e così via fino al raggiungimento del numero di iscrizioni previste.

Non così nell’hockey dove invece il numero di partecipanti a un campionato è variabile a seconda degli umori, basti pensare che la serie B nelle ultime stagioni ha visto partecipare 16, 13, 12 e ora 10 squadre.

Con questo modello diventa quindi naturale che la Federazione abbia risposto che per questioni di principio e di rispetto delle regole, su richiesta delle società iscritte alla IHL, la nostra richiesta di ammissione alla IHL non potesse essere accettata.

I soci della Cooperativa nella prossima Assemblea che sarà convocata intorno a metà luglio dovranno quindi scegliere se approvare il progetto sportivo che prevede la partecipazione al campionato di IHL1, per la quale si è già provveduto all’iscrizione dovendo comunque rispettare i termini oppure se rinunciare all’attività agonistica.

Scelta non necessariamente obbligata quindi.

Il campionato si svolgerà con la medesima formula della passata stagione: nella riunione di qualche giorno fa a Sommacampagna la Federazione ci ha spiegato che la serie C è stata voluto per consentire la partecipazione anche delle squadre che non hanno possibilità di sostenere i costi dei campionati superiori e quindi l’unica formula possibile è quella dei due gironi suddivisi fra Ovest ed Est per contenere i costi di trasferta.

Nessuno spazio per proposte alternative, come per esempio la nostra che dopo un girone di andata e ritorno territoriale, avrebbe invece voluto un Master Round e un Relegation Round in cui Ovest e Est si sarebbero potuti incontrare già prima dei playoff di fine stagione.

Se si vuole provare ad accedere al Purgatorio della IHL (perché il Paradiso è un’altra cosa), la piazza dell’hockey della Val Pellice dovrà quindi vivere di buon grado un’altra stagione negli Inferi dell’hockey, scelta di partenza obbligata – sia ben chiaro – per chi ha voluto provare a ricostruire dalla base un movimento che aveva negli ultimi anni pagato a caro prezzo il suo voler ergersi a tutti i costi senza poggiare su solide fondamenta.

In alternativa si butta via tutto.

Una battaglia da giocare e vincere tutti insieme, è il messaggio che il Presidente Fabrizio Gatti lancia a soci e tifosi attraverso la sorella Francesca, una delle poche persone attualmente autorizzata ad incontrarlo nella sua residenza, dove è ancora soggetto al provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari.

Fabrizio sta combattendo la sua battaglia personale, sicuramente la più dura della sua vita, ma per come conosco mio fratello ne uscirà vincitore, anche se i tempi della giustizia non sono certo quelli a cui lui era abituato nella sua quotidiana operatività” ci racconta Francesca.

Ci tiene a far sapere che compatibilmente alle restrizioni alle quali si deve attenere non ha abbandonato in un solo istante la guida operativa della Cooperativa di cui è ancora Presidente e chiede a tutti i soci, ai consiglieri, ai tifosi e ai ragazzi della squadra di continuare insieme a lui la costruzione del progetto di Casa Valpe per riuscire a vincere anche questa, di battaglia. Il lavoro del primo anno – pur se caratterizzato da un cammino faticoso e con qualche pecca d’inesperienza, ha dato risultati insperati, sarebbe da sciocchi vanificarlo ora solo perché manca la sua voce o la sua presenza fisica” aggiunge Francesca, che conclude:

Stando tutto il giorno in casa è diventato anche un bravissimo chef, ma visto quanto si sta annoiando nella sua attuale condizione, sono certa che appena ne riavrà l’opportunità, speriamo a breve, farà andare la Valpeagle a una velocità tale da recuperare la strada perduta”.

Intanto il Vice Presidente Mauro Passet ha conferito nei giorni scorsi l’incarico di Direttore Sportivo a Marco Pozzi, che di fatto già nella passata stagione si era occupato insieme a Capitan Alex Silva di contribuire fattivamente alla creazione del progetto.

Finchè avrò fiato mi vedrete sul ghiaccio, state sereni” dice Marco ai suoi tifosi. “Sono però onorato di avere ricevuto anche questo incarico e di poter dare il mio contributo al progetto non solo dal campo”.

Progetto in cui Marco Pozzi crede fortemente al punto da avere più volte rifiutato nelle ultime settimane proposte da importanti club di categoria superiore: “E’ una mia libera scelta quella di voler continuare a giocare qui per costruire qualcosa di importante sul territorio, c’è però bisogno della collaborazione di tutti, proprio come è stato fatto nel finale di stagione. Per quel che riguarda la direzione sportiva che mi compete ho già incontrato insieme ad Alex nei giorni scorsi i ragazzi, a cui ho presentato il modello che ho in mente per essere competitivi quanto e anche più della passata stagione. Saranno settimane di duro lavoro, ma a noi hockeisti questo non spaventa, spero di poter presentare qualcosa di concreto già in occasione della prossima assemblea dei soci” conclude Marco prima di riattaccarsi al telefono per continuare la costruzione della squadra.