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“Siamo in 470 e non posso dire di più!”

Siamo in 2.440 e non posso dire di più” – è la frase che anni fa ha reso celebre il nostro speaker Maurone arrivando persino a determinare la scelta del nome della nostra Cooperativa.

In merito all’articolo odierno del sig. Peinetti pubblicato da L’Eco del Chisone in cui viene riportata in virgolettato la puntualizzazione del sindaco Cogno “Da dove esce il 470? E’ stato fatto un calcolo a venerdì e per singoli eventi, in attesa dei provvedimenti regionali, inclusi i campionati, che nel caso del “Cotta” porterebbero ad un’altra capienza, non ad un posto in meno

a beneficio dei nostri soci, tifosi e lettori dobbiamo a nostra volta precisare che:

  1. La capienza attuale del “Cotta” in relazione al dpcm del 7 agosto non è di 470 posti, ma è di 0 spettatori (nel caso di campionati) o di 200 spettatori (nel caso di singoli eventi), in attesa di eventuali variazioni al dpcm o di ordinanze regionali che al momento non ci sono;
  2. Nella riunione tecnica svoltasi in Comune venerdì scorso alle 18.30 abbiamo richiesto ai collaboratori del Sindaco di avere entro lunedì – in vista dell’Assemblea con i soci – una stima del potenziale massimo di capienza del “Cotta” non in funzione delle attuali disposizioni (per quello basta leggere quanto indicato al punto 1) ma in previsione di un ipotetico aumento della capienza al 30% dei posti, che sembra essere l’attuale orientamento del Ministro Spadafora;
  3. Alle ore 10.18 di lunedì 21 settembre attraverso il gestore dello stadio ci è stato comunicato per iscritto che anche sulla ipotetica base di una autorizzazione ministeriale o regionale ad avere una capienza pari al 30%  “la capienza massima possibile, calcolando anche i posti in piedi dietro le curve è 470, calcolato il distanziamento minimo previsto di un metro frontale e laterale”. Il dato ci risulta essere stato stimato e fornito da un professionista  Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dello stadio

Non è chiaro quindi a quale altra capienza massima il Sindaco facesse riferimento con la sua dichiarazione virgolettata riportata dal settimanale locale, a meno che intendesse che i provvedimenti attesi porteranno anche all’annullamento della prescrizione del distanziamento di un metro fra le persone. In quel caso – e solo in quel caso – i posti potrebbero effettivamente diventare il 30% della capienza, cioè 732 e non un posto di meno.

Dal momento che il distanziamento di un metro fra le persone fa parte delle linee guida generali previste dal decreto governativo e valide in Italia in qualsiasi contesto sociale, dubitiamo che possano essere cancellate proprio nello specifico contesto di impianti al chiuso. Sarebbe bello e auspicabile, perchè equivarrebbe a dire che è finita la pandemia.

In tema di impianto di gioco l’occasione ci è gradita per precisare inoltre che – dovendo portare in assemblea i dati aggiornati su cui stimare il budget preventivo per la prossima stagione – venerdì alle ore 19.07 abbiamo richiesto all’Assessore del Comune di Torre Pellice con delega agli impianti sportivi anche una stima del costo di affitto dell’impianto per le partite di campionato della stagione, tenuto conto degli introiti minori che avremmo avuto a fronte di 470 spettatori e quindi di una capienza decisamente ridotta.

In data lunedì 21 settembre alle ore 9.30 l’assessore ci ha comunicato che “anche se non ancora approvate le tariffe saranno quelle dello scorso anno” e cioè € 500,00 + iva per singola partita, al netto di tutti i servizi specifici per lo svolgimento delle gare (biglietteria, steward, applicazione dei protocolli Covid secondo le linee guida fornite dalla Fisg e secondo i dpcm, etc.) che rimangono ovviamente a carico della società organizzatrice dell’evento e non del gestore dell’impianto

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No alla IHL, una scelta sofferta per la VALPEAGLE

Spesso bisogna fare un passo indietro per farne due in avanti”.

In extrema ratio così si può riassumere la delibera adottata dall’assemblea dei soci che ha scelto di non prendere parte al prossimo campionato di IHL alla luce delle troppe incognite che ancora ci sono davanti.

Una decisione sofferta e difficile, arrivata dopo un lungo, sincero e profondo dibattito fra i soci, che prima ancora che tifosi hanno voluto essere razionali analisti di uno scenario che presenta troppe variabili di rischio.

Per poter mantenere il diritto sportivo a prendere parte al prossimo campionato di IHL la Fisg aveva sancito che tutte le squadre avrebbero dovuto confermare o meno l’iscrizione entro il 22 settembre. Eventuali rinunce successive, a stagione in corso avrebbero comportato la perdita della categoria e una pesante sanzione economica.

La Coop Hcv Filatoio 2440 ha ritenuto in primis di dover salvaguardare il lavoro di questi tre anni e il patrimonio costituito dai propri atleti, che sarebbe stato invece messo a rischio da una stagione dove non ci sono elementi di certezza sui fronti principali.

Al momento non vi è infatti alcuna certezza sulla possibilità che la Valpeagle potrà ottenere dai vari decreti l’autorizzazione a giocare le proprie gare a porte aperte con una capienza di spettatori sufficiente a generare introiti tali da garantire la copertura dei costi economici della stagione (attrezzature, trasferte e ore ghiaccio).

Anzi, poche ore prima dell’assemblea il gestore dello stadio aveva comunicato che laddove fossero rimaste in vigore le disposizioni sul distanziamento, anche in caso di dpcm favorevole alla riapertura al pubblico degli impianti sportivi, la capienza massima del palaghiaccio di Torre Pellice sarebbe stata di 470 posti, curve e posti in piedi compresi, capienza che l’assemblea ha ritenuto non essere sufficiente a fronte anche dei costi aggiuntivi che si sarebbero dovuti sostenere per attuare tutte le richieste previste dalle ordinanze (Covid Manager, steward, gestione automatizzata della vendita dei biglietti, triage, etc.).

L’assenza cronica di un sistema imprenditoriale di territorio disponibile a sostenere economicamente il progetto si è ovviamente amplificata nel momento in cui la previsione di incasso dai biglietti non è più sufficiente a coprire il budget.

Aldilà dell’aspetto economico, di non secondaria importanza è stata anche la valutazione dei rischi legati alle procedure e alle linee guida da adottare in tema Covid 19, sia per quanto riguarda le responsabilità giuridiche, sia in relazione alla concreta possibilità di essere costretti dalle circostanze a interrompere l’attività a stagione in corso e quindi a perdere il titolo sportivo acquisito.

Infine sicuramente ha inciso sul pensiero dei presenti anche la constatazione di un’adesione a questo progetto sportivo di un numero di atleti oggettivamente esiguo per sostenere una stagione lunga e complicata come quella che si preannuncia. L’ennesima ulteriore variabile non direttamente controllabile dall’assemblea che ha portato i soci a non voler correre il rischio di gettare il cuore oltre l’ostacolo senza garanzia alcuna di non fare invece affondare un progetto creato tre anni fra mille fatiche e vicissitudini.

Un anno sabbatico determinato da una decisione presa sicuramente a malincuore da tutti i soci presenti, che lascerà sicuramente tanta amarezza anche fra i tifosi che aspettavano impazienti l’inizio della stagione.

Come sempre sarà il tempo il sommo giudice che darà una sentenza sulla bontà o meno di una decisione comunque sofferta

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Valpeagle e IHL: fumata grigia

L’Assemblea dei Soci della Cooperativa Hcv Filatoio 2440 ha stabilito di rimanere aperta secondo le possibilità previste dallo Statuto, per deliberare quale futuro dare alla stagione in avvio secondo l’ordine del giorno di cui ieri sera si è dibattuto.

La decisione è stata presa dopo che i soci hanno convenuto sul fatto che qualsiasi deliberazione presa sarebbe stata affrettata e comunque non suffragata da certezze, a fronte del fatto che i diversi possibili scenari illustrati dal Presidente Fabrizio Gatti portano a risultati di budget diametralmente opposti fra loro.

A questo proposito su un punto tutti sono stati d’accordo senza alcuna discussione: nessuno ha intenzione di prendere in considerazione l’ipotesi dello scenario a porte chiuse che comporta un disavanzo di circa 50 mila euro!

Il tema del progetto sportivo – nelle prossime ore verrà ufficializzato il roster – non è in discussione, tutti sono consapevoli che questa sarà ancora di più che in passato una stagione di valorizzazione dei giovani e degli elementi locali: il fatto è che in termini di budget gli elementi contradditori ancora in essere rendono impossibile prendere una decisione.

Non sono solo le società di hockey su ghiaccio, ma tutte le società sportive – e di conseguenza le relative Federazioni e Regioni – a interpretare in maniera diversa ciò che il dpcm del 7 agosto, in validità fino al 7 ottobre, dice in relazione allo svolgimento di manifestazioni sportive.

Le lettera “e” del punto 6 dell’art. 1 deroga soltanto ai “singoli eventi sportivi di minore entità” la possibilità di ospitare un massimo di 200 spettatori al chiuso. Mentre la successiva lettera “f” afferma che “gli eventi e le competizioni sportive riconosciute di interesse nazionale e regionale dal Coni e dalle rispettive Federazioni sono consentiti a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”.

La contraddizione è palese.

E quindi nel mondo dello sport si è scatenato nelle ultime settimane un dibattito dove a seconda del tipo di sport, di Federazione e di territorio coinvolti il dpcm viene interpretato in maniera differente, così come ognuno dà una visione di parte su cosa è da ritenersi singolo evento, cosa si intende per entità minore e quali sono o meno le competizioni da ritenersi di interesse nazionale.

A rendere ancora più confuso lo scenario sono poi subentrate anche le Regioni e le Province Autonome perchè sempre il medesimo decreto concede ai singoli Presidenti la facoltà di concedere delle deroghe a quanto sopra, sottoponendo al Comitato Tecnico Scientifico specifici protocolli di sicurezza.

Si va quindi da chi giocherà a porte chiuse, a chi concederà l’ingresso a un massimo di 200 spettatori per arrivare a chi invece avrà deroghe per ospitarne 500 oppure persino il 25% della capienza dell’impianto.

Anche i protocolli sportivo e medico non risultando ancora sottoposti al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico rendono impossibile la valutazione di impatto gestionale a carico delle singole società e dei suoi dirigenti in tema di responsabilità.

Le società di IHL e la appena costituita Lega si stanno confrontando in queste ore e probabilmente lo faranno ancora nei prossimi giorni per definire e approvare insieme alla Fisg gli atti ufficiali che chiariranno in maniera ufficiale l’argomento, perlomeno fino al 7 ottobre prossimo quando il nuovo dpcm potrebbe modificare lo scenario o semplicemente reiterare quanto attualmente in vigore.

Nel frattempo – a prescindere dalla decisione che verrà presa dall’assemblea dei soci – nell’ipotesi che venga confermato l’inizio del campionato al 26 settembre, la Valpeagle sarà comunque costretta a richiedere nei prossimi giorni il rinvio della prima gara casalinga nell’impossibilità di disporre dell’impianto di gioco, dal momento che il Comune di Torre Pellice ha appena avviato le procedure per l’apertura dell’impianto e pur con tutta la buona volontà non esistono i tempi tecnici da parte del gestore per la realizzazione di quanto previsto dalle linee guida del Governo e da quelle specifiche della Fisg in tema di utilizzo dello stesso, a prescindere o meno dalla eventuale presenza di spettatori (che ovviamente le renderebbe ancora più complesse) alle gare

 

 

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IHL e VALPEAGLE: Giovedì i Soci decidono

Cari Tifosi,

in giro c’è voglia di ritorno alla normalità, tanti vivono come se l’emergenza sia oramai superata, per sfuggire alla realtà attuale.

Accade anche nello sport dove da sempre la passione che muove noi dirigenti, atleti, tecnici e spettatori abbatte ostacoli che agli altri paiono insormontabili.

Nel volervi aggiornare sulla situazione relativa alla prossima stagione sportiva la premessa seppur banale ci è parsa d’obbligo, perché – piaccia o non piaccia – crediamo che non si possa prescindere dal prendere atto che nell’anno in corso c’è stata una pandemia mondiale che ha cancellato la stagione e che l’emergenza Covid 19 al momento è tutt’altro che risolta.

Nell’assemblea della Coop Filatoio 2440 dello scorso fine luglio il CdA aveva illustrato ai soci le iniziative e i provvedimenti adottati per ridurre in maniera significativa (che non vuol dire cancellare) il disavanzo della stagione venutosi a creare a seguito dell’azzeramento della principale voce dei ricavi (incassi da pubblico nei play-off) causato per l’appunto dalla pandemia.

In quell’occasione il consiglio di amministrazione aveva anche presentato un progetto sia sportivo che economico di estrema prudenza per la nuova stagione, definita di transizione, dando appuntamento a settembre per l’approvazione da parte dei soci nella speranza che nel frattempo alcuni scenari sarebbero diventati più chiari. Il progetto prevedeva che pur con una capienza limitata si sarebbe comunque giocato in presenza di spettatori paganti.

Tale assemblea è effettivamente in programma giovedì 17 settembre.

Abbiamo però avuto la sensazione che parte della tifoseria (ma non solo) ha interpretato la mancata diffusione di altre notizie ufficiali da parte nostra come un disimpegno e non come invece un’indispensabile attesa di elementi certi da comunicare. Sensazione acuitasi dopo che altre società hockeistiche italiane non solo hanno presentato i loro roster, ma hanno pure dato vita a campagne abbonamenti e vendite di biglietti come se lo stato attuale di emergenza non ci sia, sia tutto già definito per la prossima stagione e solo noi siamo rimasti in cima al pero ad osservare.

A questo punto è doveroso aggiornarvi proprio per evitare fraintendimenti di questo tipo.

A Casa Valpe anche in assenza di certezze non si è stati con le mani in mano e il lavoro è proseguito in svariate direzioni: lo sforzo principale è stato ovviamente dedicato all’area tecnico sportiva per definire sulla base delle singole esigenze e volontà degli atleti quali saranno quelli che eventualmente disputeranno il campionato di IHL. In questo ambito è andato ulteriormente consolidandosi il progetto di sinergia tecnica con la Valpellice Bulldogs, così che ogni atleta di entrambe le società possa trovare lo spazio più consono dividendosi fra Under 19, IHL1 e IHL.

La stagione sarà determinata anche dalla necessità di attuare una serie di linee guida specifiche per ogni Federazione e per ogni singola disciplina, che comportano una organizzazione complessa dell’attività agonistica che coinvolge anche soggetti terzi come i gestori degli impianti sportivi dei quali siamo fruitori, che dovranno adeguarsi a tali normative. Linee guida che sono pervenute solamente lo scorso 31 agosto e alle quali si sta lavorando alacremente per poter essere in grado di rispettare quanto indicato.

Ma il nodo più delicato che rimane ancora da sciogliere è sicuramente quello sullo svolgimento delle partite con il pubblico o senza, perché è argomento direttamente connesso alla emergenza pandemica ed è quindi assolutamente comprensibile che chi ha la responsabilità di tutelare la salute pubblica debba esercitare prudenza e restrizioni nei settori dove è possibile farlo (scuole, impianti sportivi, luoghi di ricreazione, discoteche, etc.) fino a quando l’emergenza lo richiederà.

D’altro canto è altrettanto comprensibile che ad eccezione delle poche società calcistiche che hanno il maggiore introito dai diritti televisivi tutto il restante sport definito di minore visibilità sopravvive con gli incassi del pubblico, la cui mancanza impedisce la copertura dei costi di gestione.

Nel nostro caso specifico per es. gli spettatori paganti rappresentano circa il 70% delle entrate.

Non essendoci purtroppo su questo tema ancora chiarezza né certezze, quasi tutti gli sport di squadra sono in attesa di determinare le modalità di ripartenza.

E l’hockey su ghiaccio? Dopo essere stato uno degli ultimi sport a fermarsi durante la pandemia (ricordate la nostra presa di posizione pubblica sull’inutilità del cominciare i play-off a porte chiuse) è ora uno dei primi a voler ricominciare, essendo in questo momento sempre valida la data di inizio del campionato IHL per sabato 26 settembre prossimo.

A fronte di questa situazione complessiva il consiglio di amministrazione della Coop. Filatoio 2440 svoltosi domenica sera ha deliberato che nell’assemblea di giovedì presenterà pertanto ai soci tutti i diversi scenari che si possono verificare in funzione della partecipazione al campionato, in assenza o in presenza di spettatori, a differenza di quanto invece presentato a fine luglio che ragionevolmente faceva pensare a un unico scenario con capienza limitata.

Come prevede lo statuto spetterà quindi all’assemblea dei soci/tifosi decidere a maggioranza la scelta della Cooperativa per la prossima stagione, anche perché proprio a seguito dell’emergenza Covid l’iscrizione al campionato di IHL avvenuta lo scorso 30 giugno non è vincolante e la mancata partecipazione non comporterebbe la perdita dei diritti sportivi per la stagione successiva.

In attesa della decisione dell’assemblea sono però doverose alcune ulteriori considerazioni sull’attuale momento.

1) Aldilà degli aspetti economici una partita diventa spettacolo nel momento stesso in cui gli attori protagonisti hanno un pubblico pagante che a sua volta diventa elemento integrante dello spettacolo. Senza spettatori si possono disputare i campionati giovanili o amatoriali, mentre atleti partecipanti a un campionato di livello come la IHL sicuramente perdono stimoli in assenza di pubblico.

2) Va ricordato che al momento della iscrizione al campionato del 30 giugno scorso tutte le società si erano dichiarate pressochè concordi nel ritenere che il campionato di IHL sarebbe cominciato solo in presenza di pubblico e di un protocollo sanitario sportivo adeguato, al punto da individuare formule diverse in relazione alla data di inizio. Al momento mancano entrambe le condizioni!

Il dpcm del 7 agosto all’Art.1 comma 6 lettera E ha infatti decretato che a decorrere dal 1° settembre 2020 è consentita la partecipazione del pubblico a SINGOLI eventi sportivi di minore entità, che non superino il numero massimo di 200 spettatori per impianti sportivi al chiuso.

Nel significato della lingua italiana la frase “singolo evento sportivo” non può quindi essere interpretata come sinonimo del termine “campionato” (che è invece di 15 partite): chi oggi sta presumendo di poter disputare 15 gare accontentandosi di 200 spettatori al massimo (sic!) potrebbe pertanto essere in errore.

In ogni caso 200 spettatori è un numero irrilevante per i ricavi di qualsiasi società sportiva e quindi iniziare il campionato secondo quanto prescritto dal dpcm equivarrebbe a giocare a porte chiuse.

3) Il dpcm del 7 settembre ha confermato in toto quanto decretato dal precedente del 7 agosto e ha validità fino al prossimo 7 ottobre quando sarà emesso il nuovo dpcm: appare quantomeno irrazionale la fretta del voler iniziare a tutti i costi il campionato il 26 settembre quando sarebbe sufficiente attendere pochi giorni per conoscere quanto verrà definito in tema di eventi sportivi, consentendo di prendere decisioni con maggiore cognizione di causa.

4) Sempre il dpcm del 7 agosto attualmente in vigore, nello stesso Art. sopra riportato ha anche specificato che in casi eccezionali, per eventi sportivi che superino il numero massimo di 200 spettatori al chiuso il Presidente della Regione o Provincia autonoma può sottoporre specifico protocollo di sicurezza alla validazione preventiva del Comitato tecnico scientifico ai fini dello svolgimento dell’evento.

In tale direzione si sono già mosse nelle settimane scorse svariate società di basket e di volley nelle Regioni Veneto, Trentino, Friuli, Emilia-Romagna e Marche, ottenendo deroghe valide sia per singolo impianto, sia per l’intera Regione (es. le Marche hanno determinato il 25% della capienza di ogni impianto per gli eventi sportivi).

Qualora quindi davvero il concetto di “campionato” fosse interpretabile come la sommatoria di singoli eventi sportivi, le singole società potrebbero adoperarsi con le Istituzioni del proprio territorio per arrivare a tempi brevi allo svolgimento di un campionato secondo i principi del  “buon senso” e cioè con capienze ridotte di spettatori in relazione alle dimensioni dell’impianto, così da consentire da una parte il rispetto di quanto previsto dalle linee guida a tutela della salute pubblica e dall’altra parte permettendo alle società sportive di poter contare su ricavi certamente ridotti, ma comunque sufficienti ad affrontare la stagione.

In tale direzione la Coop Filatoio 2440 ha già avviato contatti con l’ufficio di Presidenza della Regione Piemonte al fine di redigere e presentare un protocollo di sicurezza insieme ai gestori dello stadio del ghiaccio di Torre Pellice per ottenere la deroga a una capienza di spettatori del Pala Cotta Morandini superiore ai 200 posti in relazione alla capienza complessiva di 2.440 spettatori.

E’ anche per tale ulteriore opportunità che appare irrazionale la volontà di voler iniziare il campionato di IHL il 26 settembre.

Vi comunicheremo comunque tempestivamente la decisione dei soci in attesa di eventuali ulteriori sviluppi che potrebbero delinearsi nei prossimi giorni

 

 

 

 

 

 

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Convocazione Assemblea

Carissimi Soci

E’  convocata l’Assemblea Ordinaria dei soci il giorno 17 SETTEMBRE 2020 alle ore 06,30  in prima convocazione e sempre il giorno 17 SETTEMBRE 2020 alle ore 20,30 in SECONDA CONVOCAZIONE, presso l’area Proloco allo Stadio Filatoio di TORRE PELLICE, in Via Filatoio – Torre Pellice, con il seguente ordine del giorno :

–   1 Comunicazioni del Presidente;

–   2 Nuove linee guida stagione sportiva 2020/2021 : deliberazioni inerenti e conseguenti;

–   3 Presentazione evoluzione del progetto sportivo e delibere conseguenti;

–   4 revisione budget preventivo stagione sportiva 2020/2021: deliberazioni inerenti e conseguenti;

–  5 varie ed eventuali

Si ricorda che potranno partecipare i soci in regola con il versamento delle quote come deliberato dall’assemblea dell’8 gennaio 2020 istituite  ai sensi degli articoli 6 e 12 dello Statuto Sociale.

Si ricordano gli articoli  dello Statuto inerenti alla validità dell’assemblea

Articolo 15 ) Validità dell’assemblea

L’assemblea è regolarmente costituita ove sia presente direttamente o per delega la maggioranza degli aventi diritto al voto dei soci. Qualora in prima convocazione non venga raggiunta la maggioranza degli aventi diritto essa è valida in seconda convocazione ove sia presente almeno un quarto dei soci.

Articolo 17) Diritto di voto e deleghe

Nell’assemblea hanno diritto di voto coloro che risultino iscritti, da almeno 90 (novanta) giorni nel libro dei soci.

Ciascun socio ha un solo voto qualunque sia l’importo della quota posseduta.In caso di malattia o di altro impedimento i soci possono farsi rappresentare nell’assemblea soltanto dagli altri soci mediante deleghe scritte delle quali deve essere fatta menzione nel verbale.

Il socio imprenditore individuale può farsi rappresentare anche dal coniuge, dai parenti fino al terzo grado e dagli affini fino al secondo grado, che collaborino all’impresa.

Ciascun socio non può rappresentare per delega più di cinque soci.

Spetta al Presidente ed al Segretario dell’assemblea constatare la regolarità delle deleghe.

Cordiali saluti

Il Presidente del CDA
Fabrizio Gatti

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