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GRANDE LUCA

Complimenti Luca Frigoprotagonista e vincitore della EBEL con la maglia del Bolzano e orgoglio di tutta la Val Pellice sportiva.
Congratulazioni a mamma Laura e papà Davide nostri soci.
Nessuno da queste parti ha mai dubitato sul fatto che avresti avuto una grande carriera e siamo certi che questo importante successo sarà solo il primo di una lunga serie di Coppe alzate.
In tanti invece non avrebbero mai pensato che un giorno tutta la Val Pellice si sarebbe trovata incollata agli schermi a tifare Bolzano, a cui vanno i nostri complimenti per l’impresa resa ancora più memorabile essendo partiti dall’ultimo posto in classifica.
Hai fatto quindi un doppio miracolo sportivo!
Ti auguriamo anche nelle stagioni prossime di continuare a seguirci solo in diretta Facebook perchè vorrà dire che sarai nuovamente impegnato in qualche finale!
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IL FUTURO E’ GIA’ QUI

Tre Bocia Mpestà del Valpellice Bulldogs che quest’anno hanno fatto parte a pieno titolo anche del roster della VALPEAGLE fino alla finale col Bressanone, dopo essere stati convocati nei giorni scorsi al raduno della Nazionale Under 18 tenutosi a Egna, hanno staccato il pass per andare a giocare i Mondiali di categoria a Kiev, in Ucraina, dal 14 al 20 aprile.

Andrea Basraoui

Samuel Payra

Filippo Salvai

 

 

 

 

 

 

 

 

Andrea Basraoui, portiere, Samuel Payra, difensore e Filippo Salvai, attaccante, concluderanno dunque in maniera eclatante la loro brillante stagione che quest’anno li ha visti protagonisti sia a livello giovanile con l’U19 (e Payra anche con l’U17) sia con l’esordio in prima squadra, dove Andrea ha fatto spesso da back-up a Simone Armand Pilon giocando anche 40 minuti senza subire reti mentre Samuel e “Fischer” si sono guadagnati un ruolo importante togliendosi la soddisfazione di andare in gol e di essere impegnati nelle gare decisive dei play-off appena conclusi.

Pur senza sfoggiare super poteri derivati da punture di insetti o radiazioni, ma con tanto lavoro sul ghiaccio e spirito di sacrificio, dovendo anche preoccuparsi della scuola (come è giusto che sia), allenandosi tutti i giorni da settembre ad oggi agli ordini di Pavel Kavcic e a fianco dei cosiddetti senatori, i tre sono la conferma tangibile della bontà del progetto di Casa Valpe, nato dalla stretta collaborazione e dalle sinergie fra il settore giovanile dei Bulldogs e la Cooperativa HCV Filatoio 2440, un progetto che fin dal primo anno di esistenza ha raggiunto l’obiettivo di riportare passione ed entusiasmo nell’ambiente dell’hockey in Val Pellice, sviluppando nel contempo anche un lavoro di crescita tecnica che sta dando risultati immediati, ma che soprattutto lascia sereni per gli anni a venire.

Stante gli attuali scenari, una squadra con un Dna fatto sempre più di ragazzi del paese che giocano per la loro bandiera non solo è futuribile, ma è già realtà, vanto sportivo di tutta la Val Pellice e dell’intero territorio pinerolese, come la partecipazione di massa ai recenti avvenimenti ha dimostrato.

In bocca al lupo quindi ad Andrea, Samuel e Filippo per questa emozionante avventura sportiva e complimenti agli orgogliosi papà Max e Marco che con il loro impegno quotidiano “pancia a terra” a favore dei Bulldogs sono sicuramente fra i principali artefici della sopravvivenza dell’hockey in Val Pellice, aldilà dell’essere contestualmente anche genitori dei campioni di domani

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SPORTIVAMENTE

Sportivamente non siamo secondi a nessuno. Ora possiamo comunicarlo con orgoglio dopo aver visionato il video diffuso ieri su un forum di tifosi relativo al fatidico minuto 48:17 della finale persa con il Bressanone che ci restituisce un po’ di serenità.

Sapere che l’errore determinante di una sfida così tirata fosse scaturito da una brutta reazione di un nostro giocatore che pur in un momento agonisticamente concitato, sul risultato di perfetta parità a terzo tempo avanzato, si era lasciato prendere dalla foga rimediando ben 4 minuti di penalità, due per colpo di bastone e due per eccessiva durezza, un pochino ci dispiaceva per i nostri tifosi.

Una sbavatura che non ci voleva in una serata come quella del 31 marzo dove tutto aveva funzionato a meraviglia e dove i valori sportivi promossi in una indimenticabile festa del settore ghiaccio, saranno certo piaciuti anche alle tante autorità federali presenti.

Per carità, nessun rimprovero a Martino Durand Varese per quell’increscioso episodio dopo la sua encomiabile prima stagione con la maglia della Valpeagle, però nemmeno lui stesso si sarà sentito così sereno sapendo che da quella grave penalità era poi scaturito il gol decisivo degli avversari.

Ebbene Martino ora può ritrovare la serenità e con lui anche noi.

Dal video abbiamo infatti potuto tutti constatare che al minuto 48:17 Martino si trovava un metro abbondante davanti all’avversario e se ne stava disinteressando totalmente, quindi non ha menato colpi di bastone a destra e manca e tantomeno ha usato eccessiva durezza come invece risulta dal foglio arbitrale.

La sua coscienza sportiva rimane linda e questo è quanto ci preme sottolineare ai nostri tifosi e più in generale agli appassionati di questa disciplina

I ragazzi ce l’hanno messa tutta, sicuramente avranno commesso qualche errore tecnico e tattico di troppo a causa della minore esperienza e abitudine al giocarsi una finale rispetto agli avversari, ma escono sconfitti a testa alta, senza macchie legate al loro comportamento SPORTIVO sul ghiaccio e possono dunque andare a dormire sereni.

Per l’impegno profuso e per l’esempio che hanno dato non possiamo che nuovamente dirgli GRAZIE per la bella stagione.

A partita e stagione oramai concluse chiedersi come e perché possano accadere simili episodi sul ghiaccio e come e perché chi è preposto al controllo possa sbagliare in maniera così macroscopica è del tutto sterile.

Nell’ottica di essere costruttivi è però doveroso auspicare per il futuro da parte degli organismi competenti una maggiore attenzione nel valutare i requisiti e le capacità di chi deve affrontare conduzioni agonisticamente difficili come può essere una finale disputata di fronte a 2.000 spettatori.

E’ un atto di rispetto verso quei dirigenti sportivi, quegli allenatori e quegli atleti che tutto l’anno hanno lavorato con metodo professionale e non amatoriale per arrivare a giocarsi una promozione in una categoria che ritengono di meritare, è un dovere morale verso 2.000 spettatori – in questo momento il pubblico più numeroso d’Italia riferito a gare hockeistiche organizzate dalla Fisg – che devono poter gioire per la vittoria o imprecare per la sconfitta esclusivamente a causa di meriti o demeriti dei propri beniamini e non di soggetti terzi.

A maggior ragione sapendo che in uno stadio come quello di Torre Pellice così colmo di persone ci sarà sempre almeno un telefonino o una telecamera accesa in mano a qualche spettatore pronto a documentare quanto effettivamente succede, aldilà di ricostruzioni di fantasia

 

 

 

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IL BEL PAESE

Per fortuna il Bressanone ha vinto anche gara 2, altrimenti non saremmo certamente saliti in Alto Adige con la giusta serenità e concentrazione dopo aver appreso la notizia che il nostro Presidente Fabrizio Gatti da stamattina si trova in custodia cautelare per la vicenda legata alla Finpiemonte di cui era stato presidente fino a luglio scorso.

Oppure vogliamo illuderci che l’hockey su ghiaccio sia talmente importante in Italia da avere indotto gli organi di giustizia ordinaria ad attendere la fine del campionato prima di emettere tale provvedimento per non turbarne gli equilibri, una delicatezza al riguardo non utilizzata invece dalla giustizia sportiva che i nostri play-off li aveva sconvolti con le 7 gare perse a tavolino per la questione Bertin.

Certo che a dirla tutta pensate come sarebbe stato spettacolare l’attuazione di un provvedimento del genere sabato sera durante la partita, fra show di luci colorate, musica e 2.023 spettatori presenti, magari anche con uno spettacolare atterraggio di elicotteri sul ghiaccio stile Apocalypse Now?

Scusate se apriamo con un po’ di leggerezza e ironia, ma che altro potremmo dire di serio a fronte dello sconcerto che si sta impadronendo di noi, dal momento che stiamo parlando della stessa persona che questa sera alle 18 sarebbe stata nuovamente “in pista” per programmare il futuro della Hcv Filatoio 2440 con una riunione a Pinerolo, prima di partecipare ad una pizzata con lo staff e domani sera sarebbe stato coi ragazzi della squadra per una serata comunque di festa malgrado il finale amarognolo di stagione sportiva?

Sulla vicenda ribadiamo invece – con un copia e incolla dal precedente comunicato – quanto già scritto lo scorso mese di dicembre: “Intendiamo precisarvi che si tratta di vicissitudini professionali che nulla hanno a che vedere con il contesto della Cooperativa HCV Filatoio 2440 (malgrado la perquisizione mattutina della nostra sede legale alla ricerca evidentemente di qualche maglia autografata dei ragazzi), rassicurandovi nel contempo sul fatto che tali notizie non hanno alcuna conseguenza nello sviluppo del nostro progetto sportivo”.

Se lo tsunami mediatico di dicembre senza aver ricevuto alcun preventivo avviso di natura giudiziaria era già stato motivo di riflessione sui metodi adottati dagli organi di giustizia, la notizia odierna del provvedimento di custodia cautelare amplia ulteriormente riflessioni e dubbi su cosa può capitare a chiunque nel nostro Paese, dal momento che per quanto ci risulta (notizia riportata anche da diversi organi di informazione) in tutti questi mesi (e ne sono passati ben quattro) il nostro Presidente Fabrizio Gatti non solo ha continuato a non ricevere alcun avviso giudiziario, ma sono cadute nel vuoto anche le ripetute richieste dei suoi legali di essere spontaneamente sentito in Procura per chiarire la sua posizione.

Bene, finalmente potrà farlo, anche se non è propriamente ortodosso il metodo, perchè un provvedimento di custodia cautelare non lo auguriamo nemmeno a chi è stato artefice di recenti fallimenti epocali, figurarsi al nostro amatissimo Presidente.

Siamo comunque certi che grazie alla corazza che solo gli hockeisti possono avere, non si farà abbattere troppo facilmente. Così come potrà finalmente chiarire la sua posizione. Troppe ne abbiamo viste in questo Paese e in vicende ben più complesse per lasciarci indurre nel facile tranello di sputare sentenze prima che vengano emesse. Perlomeno noi che sappiamo di chi stiamo parlando. Voi fate come vi pare, tanto tutto torna!

Lasciamo – come si suol dire in questi casi – che la giustizia segua il suo corso e solo alla fine della vicenda trarremo le nostre conclusioni. Nel frattempo è dovere di tutti proseguire l’impegnativo progetto di costruzione di Casa Valpe, che è quanto sta a cuore a tutti noi e che è quanto Fabrizio sicuramente ci chiederebbe di fare se potesse parlare.

Quello di stasera è un punto di partenza, non un punto di arrivo sono state le sue parole nelle telefonate (probabilmente intercettate) allo staff a meno di due ore dalla fine della partita persa col Bressanone!

Gli 80 anni di storia dell’hockey in Val Pellice hanno vissuto pagine ben più amare e con tragedie ben più gravi, eppure l’hockey esiste ancora, lo abbiamo appena dimostrato con la incredibile festa di sabato sera, mostrando un cuore biancorosso pulsante di passione. A proposito: chissà quanti uomini in borghese erano fra noi ad assistere alla partita per tenere tutto sotto controllo, speriamo che abbiano quantomeno pagato il biglietto e contribuito al nostro progetto.

Chiudiamo ribadendo che anche in questa occasione il Consiglio di Amministrazione della Hcv Filatoio 2440 ritiene di esprimere la piena solidarietà nei confronti dell’amico e Presidente Fabrizio per i modi e i metodi utilizzati al suo riguardo, ringraziandolo per i risultati del suo operato fin qui svolto a favore della Hcv Filatoio 2440 e per i valori morali a cui tale lavoro si è ispirato.

Siamo certi che lo riavremo presto al nostro fianco per urlare contro il cielo Forza Valpe

 

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